Roberto Esposito
Roberto Esposito

MILANO - I capitali in gioco sono ancora pochi rispetto ad altri paesi Europei ma il mercato italiano del fintech è in costante crescita e presenta un alto potenziale di sviluppo. È quanto emerge dal rapporto di EY e Fintech District presentato in occasione del primo Italian Insurtech Summit. Nel 2011 si contavano in Italia 11 startup legate al fintech, per arrivare a 199 nel 2015. Nel 2020 se ne contano 345, per la maggior parte concentrate in Lombardia (169), caratterizzate da una forte presenza nel crowdfunding (71), seguito dalle startup che si occupano di data analytics, machine learning e artificial intelligence (35), da quelle che offrono pagamenti smart (34) e servizi di lending (30).

“Il Fintech è finalmente un mercato anche in Italia” osserva Roberto Esposito, esperto di economia digitale e Ceo di DeRev, tra le prime piattaforme italiane di crowdfunding. DeRev è stata di recente segnalata tra le 10 aziende virtuose nell’“Italian FinTech Observatory 2020” redatto da PwC (PricewaterhouseCoopers) “per aver messo a disposizione gratuitamente la piattaforma di crowdfunding per iniziative legate al contrasto della pandemia e aver aiutato, attraverso il proprio know how, la comunicazione strategica e le scelte di crisis management di istituzioni nazionali e locali, strutture sanitarie ed esponenti politici”.

Sia il rapporto EY, sia quello elaborato da PwC mettono in evidenza come l’intero sistema economico nazionale abbia da guadagnare dallo sviluppo dell'innovazione in ambito fintechSe da un lato – continua Roberto Esposito – le banche si stanno adeguando con grande attenzione ed efficacia alle tecnologie digitali e alle innovazioni introdotte dalle startup, è anche vero che utenti e Pmi hanno maturato, soprattutto in questi ultimi mesi, una significativa confidenza con i nuovi servizi finanziari e assicurativi. Proprio per questo, il 65% delle aziende italiane nel settore prevede di assumere fino a 10 dipendenti nel corso del prossimo anno e il 21% prevede di assumere tra le 10 e le 50 unità (fonte: meritocracy.is). Numeri importanti che lasciano presagire un futuro roseo del comparto, anche da un punto di vista lavorativo”.

Nonostante il trend positivo, rimane punto dolente del settore l’alta concentrazione degli investimenti a favore di poche startup e la bassa capacità di attrarre capitali: nel 2019 l'Italia ha attirato solo il 2% del capitale totale investito in fintech in Europa, rispetto al 50% del Regno Unito e al 19% della Germania.

Va favorita in Italia anche una maggiore cultura rivolta alla digitalizzazione dei servizi finanziari. In questo senso è utile anche l’iniziativa di Fintech District, community di riferimento per l’ecosistema italiano, che ha creato la Fintech Masterclass con oltre 30 esperti e professionisti. Su DeRev è appena partita la campagna di crowdfunding per consentire ai più meritevoli di partecipare a costi ridotti”.