Le immatricolazioni a marzo 2021 sono state 169.864, in aumento del 497%. rispetto a marzo 2020, mese del primo lockdown
Le immatricolazioni a marzo 2021 sono state 169.864, in aumento del 497%. rispetto a marzo 2020, mese del primo lockdown
di Achille Perego Era già successo l’anno scorso e si è ripetuto quest’anno. In meno di tre mesi e mezzo si sono già esauriti i fondi (250 milioni) previsti dalla Legge di Bilancio 2021 per incentivare fino al 30 giugno l’acquisto, con rottamazione, di un’auto nuova ibrida a benzina o gasolio con emissioni di anidride carbonica comprese tra 61 e 135 gkm. Un ecobonus destinato a migliorare, nel segno dell’ambiente, il vecchio parco auto italiano ma anche a sostenere, al tempo della pandemia, il mercato delle quattro ruote nel primo semestre 2021. E che, avverte Gian Primo...

di Achille Perego

Era già successo l’anno scorso e si è ripetuto quest’anno. In meno di tre mesi e mezzo si sono già esauriti i fondi (250 milioni) previsti dalla Legge di Bilancio 2021 per incentivare fino al 30 giugno l’acquisto, con rottamazione, di un’auto nuova ibrida a benzina o gasolio con emissioni di anidride carbonica comprese tra 61 e 135 gkm. Un ecobonus destinato a migliorare, nel segno dell’ambiente, il vecchio parco auto italiano ma anche a sostenere, al tempo della pandemia, il mercato delle quattro ruote nel primo semestre 2021. E che, avverte Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, "si era rivelato decisivo per sostenere le immatricolazioni ma insufficiente per l’intero semestre". Immatricolazioni che a marzo sono state 169.684. E se il confronto (+497%) con lo stesso mese del 2020, quello della chiusura per lockdown anche dei concessionari, è poco significativo, vale l’andamento positivo del primo trimestre con 446.978 immatricolazioni pari a una crescita del 28,6%).

A spingere le vendite hanno contribuito gli incentivi alla rottamazione senza i quali – avverte Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto – il confronto, più attendibile, con il primo trimestre del 2019, quando ancora il Covid era sconosciuto, sarebbe stato più negativo del meno 17,1% registrato. Già praticamente esauriti dall’8 aprile, cliccando ieri sul portale del ministero dello Sviluppo economico (https:ecobonus.mise.gov.it ) alla voce relativa all’ecobonus (1.500 euro più 2.000 del concessionario) più richiesto dal mercato (per vetture Euro 6 a benzina o diesel come ricorda Automobile.it) appariva un misero residuo di 500 euro mentre ci sono ancora ampie disponibilità per gli incentivi più sostanziosi (fino a un massimo di 10mila euro) per auto elettriche e ibride ricaricabili con fondi per quasi 170 più altri 76 milioni. Con gli incentivi prenotati fino a giovedì sera, secondo il Centro Studi Promotor, le vendite di auto potranno rimanere in aprile e per una parte di maggio sui livelli dei primi mesi del 2021. Ma senza "un adeguato e immediato" rifinanziamento del fondo esaurito in anticipo e senza un nuovo stanziamento per coprire anche il secondo semestre dell’anno, avverte Quagliano, "il mercato dell’auto e il suo indotto sono destinati a collassare" con un calo delle vendite da giugno e con un effetto pesante sull’obiettivo di ottenere nel 2021 la prevista crescita del Pil del 4%".

Per questo le organizzazioni del settore (anche Anfia e Unrae) stanno facendo pressing sul governo perché rifinanzi il fondo esaurito ma ad ora, spiega Gian Franco Soranna, direttore di Federauto, non ci sono certezze. Così chi ha ordinato una vettura della fascia 61-135 prenotando al concessionario l’ecobonus quando il fondo era ancora disponibile, avrà il contributo anche se ritirerà l’auto fra qualche settimana. Per tutti gli altri, da ieri, addio sconto.