Venerdì 19 Luglio 2024

Spazio ai bond indiani. Un’opzione nel reddito fisso

L'inclusione delle obbligazioni indiane nell'indice JPMorgan Government Bond Index-Emerging Markets offre nuove opportunità agli investitori internazionali, ma potrebbe portare anche a maggiori sfide per l'economia indiana. Consigliata prudenza e l'utilizzo di Etf per investire in modo più accessibile.

Spazio ai bond indiani. Un’opzione nel reddito fisso

Spazio ai bond indiani. Un’opzione nel reddito fisso

BOT, BTP, BUND tedeschi o Treasury americani? Per gli investitori abituati a puntare sui titoli a reddito fisso, si sta facendo strada un’alternativa ai tradizionali Buoni del Tesoro occidentali ma anche (preferibilmente) a quelli russi e cinesi. Stiamo parlando delle obbligazioni indiane che di recente sono entrate in un importante indice obbligazionario dei paesi emergenti, il JPMorgan Government Bond Index-Emerging Markets. Il che spingerà molti investitori internazionali a puntare i riflettori sui titoli di stato emessi dal governo di Nuova Delhi. Non a caso, questi bond sono stati di recente oggetto di analisi anche da parte di Richard Flax, responsabile degli investimenti in Moneyfarm, nota società che offre servizi di consulenza finanziaria e di gestione patrimoniale attraverso i canali digitali. "Mentre le azioni delle società indiane fanno parte dei principali indici dei mercati emergenti già da tempo, lo stesso non si può dire per i titoli di stato", dice Flax. Che aggiunge: "L’India non emette obbligazioni denominate in valuta estera e la sottoscrizione dei titoli in rupie (la valuta nazionale di Nuova Delhi) è stata storicamente preclusa agli investitori stranieri".

La pandemia, a detta di Flax, ha però cambiato le carte in tavola. La necessità di finanziare il pacchetto di stimoli varati dal governo indiano per far fronte all’emergenza ha dato il via ad un percorso di progressiva apertura del mercato dei titoli di stato a investitori non domestici, allo scopo di finanziare l’economia di un paese che ha il tasso di crescita più alto a livello globale. Questo percorso culmina oggi con il debutto dei bond governativi indiani per la prima volta in assoluto all’interno di uno dei più importanti indici obbligazionari globali, che è appunto il JPMorgan Government Bond Index-Emerging Markets. L’inclusione sarà graduale e avverrà nell’arco di 10 mesi, con i bond di Nuova Delhi che assumeranno progressivamente un peso di circa l’1% ogni 30 giorni, fino a raggiungere un massimo del 10%. "È un traguardo significativo non solo per l’India, ma anche per gli investitori, che da oggi in poi avranno accesso a un pool di debito pubblico indiano da 1.300 miliardi di dollari, che ultimamente ha offerto alcuni dei rendimenti più elevati tra i suoi pari", continua Flax. Inoltre, sottolinea ancora il responsabile investimenti di Moneyfarm, "il maggior livello di diversificazione dell’indice sarà funzionale a compensare gli effetti della crisi del debito cinese e dell’estromissione dei titoli russi dalle contrattazioni dopo l’invasione dell’Ucraina".

Essere inclusa nel più grande indice obbligazionario dei paesi emergenti consentirà inoltre all’India di raggiungere un numero maggiore di investitori e quindi di raccogliere più fondi e ridurre il costo medio del finanziamento. Secondo le stime di Goldman Sachs, questa mossa sarà in grado di incrementare gli investimenti globali nel debito pubblico indiano di ben 40 miliardi di dollari, portando a un rafforzamento della rupia. "Tuttavia, l’aumento dei flussi esteri potrebbe avere anche qualche controindicazione", avverte Flax, per esempio potrebbe rendere più volatili i mercati obbligazionari e valutari del Paese, ponendo nuove sfide al governo e alle istituzioni monetarie indiane". Dunque, meglio sempre muoversi con prudenza anche perché l’acquisto diretto dei titoli di stato indiani è impresa assai ardua per un piccolo risparmiatore privato. Il modo più semplice per puntare sulle obbligazioni di Nuova Delhi è acquistare un Etf (exchange traded fund) specializzato in questa categoria di titoli, cioè un fondo con un portafoglio diversificato le cui quote sono negoziabili in borsa, anche sul listino di Piazza Affari.