Martedì 23 Luglio 2024

Quei certificati che si fanno largo nei portafogli

I certificati di investimento, strumenti derivati scambiati su Sedex e EuroTlx, offrono opportunità di guadagno e protezione dalle perdite agli investitori italiani esperti. Con varie tipologie, come i Cash Collect di UniCredit, consentono rendimenti asimmetrici e strategie complesse. Tuttavia, alcuni prodotti richiedono esperienza data l'effetto leva.

Quei certificati che si fanno largo nei portafogli

Quei certificati che si fanno largo nei portafogli

NON SOLO BOND e non solo azioni. Tra i prodotti finanziari che da qualche anno si sono ritagliati uno spazio nelle preferenze degli investitori italiani (o almeno di quelli un po’ più esperti), ci sono anche i certificati di investimento (in inglese certificates) che vengono scambiati su un particolare listino di Borsa Italiana che si chiama Sedex e sul mercato EuroTlx, nel segmento Cert-X. Si tratta di strumenti derivati, il cui valore dipende da quello di un’altra attività finanziaria sottostante, che può essere per esempio un indice di borsa o un paniere di azioni. Se questi ultimi aumentano di valore, anche il relativo certificato si apprezza sul mercato facendo guadagnare chi lo ha nel portafoglio. Viceversa, se l’indice o le azioni sottostanti perdono valore, il relativo certificato ovviamente si deprezza e chi lo possiede subisce delle perdite.

A ben guardare, questo è il funzionamento dei certificates con la struttura più semplice poiché sul mercato vi sono anche prodotti un po’ più complessi, creati per soddisfare diverse esigenze degli investitori. Nel caso dei certificati del gruppo UniCredit (che è il primo emittente in Italia), per esempio, una categoria di strumenti molto apprezzata è rappresentata dai certificati Cash Collect, che permettono di prendere una posizione asimmetrica rispetto al mercato, e di avere un flusso di rendimenti periodici molto elevato (di solito tra il 9 e il 12% lordo del capitale investito) se le attività finanziarie sottostanti (per esempio un paniere di titoli azionari) si trova al di sopra di un valore prestabilito a una data di osservazione predeterminata (che può essere anche mensile).

Spesso i Cash Collect, che sono indicati per chi ne ha compreso bene il funzionamento, sono utilizzati da quegli investitori che hanno una componente principale (core) del loro portafoglio composta da bond e titoli di stato da cui incassano rendimenti predeterminati e cercano contemporaneamente un extra-rendimento per una componente secondaria (o satellite) dei loro risparmi. Proprio per dare sprint alla componente satellite del portafoglio vengono acquistati da molti investitori i casi i Cash Collect, che offrono opportunità di guadagno nel caso in cui lo scenario dei mercati azionari sia favorevole. I certificati di investimento sono però utilizzati anche per mettere in atto altre strategie complesse di protezione del portafoglio dalle perdite, soprattutto nei periodi in cui i mercati finanziari attraversano un periodo negativo.

Ci sono infatti diversi certificates (compresi i cash collect) che garantiscono all’investitore un rendimento positivo anche se le attività finanziarie sottostanti (per esempio i panieri di azioni cui sono collegati) non perdono una percentuale predeterminata (che può arrivare anche oltre il 50% di protezione) rispetto alla data in cui il certificato stesso è stato emesso. Rendimento asimmetrico significa quindi protezione dalle discese di mercato e opportunità di extra rendimenti. Sono dunque i due fattori che trovano un connubio nei certificates, anche se non mancano alcune avvertenze. Ci sono per esempio alcuni prodotti di questa categoria che sono adatti agli investitori veramente molto esperti. Si tratta di quelli che incorporano il cosiddetto effetto leva, un meccanismo che consente di ampliare i guadagni, ma anche le perdite.