DAVIDE BIOCCHI
Finanza e Risparmio

Meglio Trend Follower o Contrarian?

Davide

Biocchi

La finanza è un mondo complesso, caratterizzato da molteplici strategie e diverse filosofie di approccio a investimenti e trading. Semplificando al massimo, esistono principalmente due modalità di interagire coi mercati: quella Trend Following, che significa assecondarne le tendenze in essere, e quella Contrarian, che porta a muoversi contro la tendenza prevalente, anticipando una sua possibile inversione. Osservando indici azionari come S&P 500 o Euro Stoxx 50, nonostante le inevitabili correzioni di breve termine, risulta evidente la loro tendenza di fondo a crescere nel tempo. Per un investitore con orizzonte temporale di lungo periodo, è quindi intuitivo che assecondare la tendenza possa risultare la scelta migliore ai fini della performance che otterrà nel tempo. La situazione cambia decisamente per chi è più aggressivo e opera sui mercati con maggiore frequenza, con orizzonte di giorni, settimane o al massimo qualche mese. Qui la disputa diventa più complessa, perché come vedremo entrano in gioco anche altri fattori determinanti. Le tendenze di breve periodo non sono per nulla semplici da individuare e spesso vengono identificate quando sembra già troppo tardi per sfruttarle.

D’altro canto, scovare con precisione i cambi di tendenza è attività ancora più difficile. Talvolta si riesce a cogliere con precisione il punto di svolta, ma più spesso è facile ritrovarsi “incastrati”, perché il mercato spinge forte in senso contrario. Quindi, se assecondare le tendenze è difficile ma meno stressante, agire in modo contrarian può essere più adrenalinico e qui entra in gioco la componente emotiva, che assume un ruolo fondamentale. Andare contro l’inerzia del mercato, può infatti spaventare e far prendere decisioni controproducenti, guidate dall’ansia per avere commesso un errore anziché da scelte razionali. Le conseguenze sono facilmente immaginabili. È invece più semplice evidenziare che coloro che sono più aggressivi nell’operatività, sono statisticamente più inclini a subire perdite anche a causa della loro frenesia operativa, come evidenziano i dati pubblicati dai broker nel rispetto delle normative stabilite dall’Autorità Europea di vigilanza sui mercati (Esma), che indicano che circa 8 su 10 trader subiscono perdite. Meglio quindi stare coi piedi per terra e tentare di diversificare i propri investimenti, agendo con consapevolezza e mantenendo il giusto equilibrio tra rischio e rendimento.

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