La carica dei bond. UniCredit è in partita sui maggiori listini

RIALZO DEI TASSI e rialzo dei rendimenti delle obbligazioni. Ecco un binomio di fattori ch...

La carica dei bond. UniCredit è in partita sui maggiori listini
La carica dei bond. UniCredit è in partita sui maggiori listini

RIALZO DEI TASSI e rialzo dei rendimenti delle obbligazioni. Ecco un binomio di fattori che da qualche mese a questa parte spinge molti italiani a ritrovare un loro vecchio amore: quello per l’investimento nei titoli a reddito fisso, dai vecchi e cari Btp fino ai corporate bond, cioè le obbligazioni emesse da società private. Anche nel mondo bancario, c’è chi si è attrezzato per soddisfare questi nuovi bisogni. È il caso di UniCredit, che negli ultimi mesi ha collocato sul mercato alcune emissioni di titoli obbligazionari, destinati proprio a chi vuole diversificare il proprio portafoglio investito in bond.

A ottobre, per esempio, il gruppo guidato da Andrea Orcel (foto in basso) ha emesso sul mercato un’obbligazione a tasso misto con una durata di 10 anni: per i primi tre anni, il titolo ha una cedola lorda del 7,25% all’anno (5,36% al netto delle imposte). Dal terzo anno in poi (cioè a partire dall’ottobre del 2026 fino alla scadenza) il bond paga invece (sul suo valore nominale) un interesse variabile pari al tasso euribor a tre mesi, cioè il saggio sui prestiti interbancari in Europa che oggi sfiora il 4%. Qualunque sia l’andamento dell’euribor in futuro, questa obbligazione di UniCredit pagherà comunque ogni anno un interesse compreso tra lo 0% e il 7,25% lordo annuo, liquidato su base trimestrale. Per l’emissione del titolo, che ha un taglio minimo da 10mila euro, UniCredit ha scelto la negoziazione diretta sul principale listino in cui nel nostro Paese vengono negoziati i bond: il Mot (Mercato obbligazionario telematico) di Borsa Italiana. In pratica, qualunque investitore in possesso di un conto online abilitato a comprare titoli sul mercato ha potuto acquistare questi di bond di UniCredit, senza doverli prenotare in una fase preliminare di collocamento.

È la stessa formula utilizzata dal Tesoro anche per collocare il popolarissimo Btp Italia. Essendo quotati su un mercato regolamentato come il Mot, i bond di UniCredit sono dunque negoziabili anche da chi non è cliente della banca ma di un altro intermediario ed è abilitato a operare sul listino. L’emissione, a detta della banca emittente, ha ricevuto un’accoglienza dai risparmiatori assai migliore del previsto. Nel solo mese di ottobre, infatti, ha registrato un volume di contrattazioni (turnover) di circa 55 milioni di euro ed è stato il prodotto più scambiato sul listino del Mot, tra quelli emessi da banche. Sulla scorta di questi risultati, UniCredit ha messo in cantiere anche una nuova emissione a novembre, che in due settimane ha registrato volumi di negoziazioni pari a 50 milioni di euro, anche in questo caso superiori al previsto. Si tratta nello specifico di una emissione con una struttura un po’ diversa da quella precedente: la scadenza è più lunga e arriva a 13 anni, mentre il tasso sul valore nominale del titolo è stato fissato al 6,3% annuo lordo (4,66% circa al netto delle imposte) con gli interessi che vengono liquidati "tutti assieme" alla scadenza dell’obbligazione in caso di mancato rimborso anticipato. È prevista però a favore della banca una opzione callable: in altre parole, UniCredit ha la facoltà di rimborsare anticipatamente il titolo prima della data di rimborso prevista. Anche in questo caso, la somma investibile nell’obbligazioni parte da un taglio minimo di 10mila euro.

Dunque, ecco alcuni esempi di cosa può accadere nei prossimi anni. Se la banca non deciderà di rimborsare l’obbligazione prima della scadenza, fra 13 anni l’investitore che ha comprato il titolo al momento dell’emissione riceverà un interesse complessivo dell’81,9% (6,3% per 13), cioè 8.190 euro su un capitale versato di 10mila euro. Se invece la banca deciderà di rimborsare anticipatamente l’obbligazione quattro anni dopo l’emissione, allora gli interessi pagati complessivamente (nel novembre del 2027) saranno pari al 25,2% (6,3% per 4) che corrispondono a 2.520 euro di rendimento, su un capitale di 10mila euro investito al momento dell’emissione. Anche in questo caso, i titoli sono negoziabili sui principali listini italiani dedicati alla compravendita di bond, ovvero il già citato Mot e l’EuroTlx.

Sulla scorta dell’esperienza maturata con queste emissioni, UniCredit metterà in cantiere nei prossimi mesi altri collocamenti (si veda l’intervista nella pagina a fianco). Di sicuro, l’interesse dei risparmiatori italiani per l’investimento nei bond è oggi a livelli elevati. I rendimenti offerti dalle obbligazioni sono infatti tornati a livelli che non si vedevano da tempo e hanno buone chance di garantire un extra rendimento consistente rispetto all’inflazione se, come prevedono molti osservatori ed economisti, l’aumento dei prezzi al consumo scenderà nel 2024 dopo la fiammata degli ultimi anni. Gli stessi analisti di UniCredit, nelle loro ultime previsioni (outlook) sul 2024-25, hanno stimato un tasso di inflazione in Italia attorno al 2% su base annua. La stima vale sia per l’andamento dei prezzi dell’energia, sia per la cosiddetta inflazione core (che esclude i servizi energetici). Dunque, avere nel portafoglio dei bond che rendono tra il 4,5% e il 6% netto circa ogni 12 mesi quando il carovita è attorno al 2% annuo, significa indubbiamente valorizzare il proprio capitale.

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