Janet Yellen, 74 anni, segretaria al Tesoro Usa
Janet Yellen, 74 anni, segretaria al Tesoro Usa
di Elena Comelli È tornato lo spettro dell’inflazione, che fa più paura proprio perché era assente da molti anni dall’orizzonte di economisti, commercianti, consumatori e lavoratori. Nuove fiammate dei prezzi sono segnalate su entrambe le sponde dell’Atlantico. Negli Stati Uniti l’indice dei prezzi è salito in ottobre al 6,2%, più delle attese e con un incremento mensile medio dello 0,9%. Si tratta dell’incremento più marcato dal 1990, ma Janet Yellen, la segretaria al Tesoro Usa, getta acqua sul fuoco: "L’inflazione va monitorata da vicino e la Fed...

di Elena Comelli

È tornato lo spettro dell’inflazione, che fa più paura proprio perché era assente da molti anni dall’orizzonte di economisti, commercianti, consumatori e lavoratori. Nuove fiammate dei prezzi sono segnalate su entrambe le sponde dell’Atlantico. Negli Stati Uniti l’indice dei prezzi è salito in ottobre al 6,2%, più delle attese e con un incremento mensile medio dello 0,9%. Si tratta dell’incremento più marcato dal 1990, ma Janet Yellen, la segretaria al Tesoro Usa, getta acqua sul fuoco: "L’inflazione va monitorata da vicino e la Fed lo sta facendo: al momento non c’è una situazione stile anni 1970 e la banca centrale non consentirà il ripetersi di una tale situazione", ha detto, aggiungendo che l’agenda economica del presidente Joe Biden è anti-inflazionistica nel medio termine. In Germania, invece, il carovita si è attestato al 4,5%, contro il 4,1% di settembre. In un mese i prezzi sono saliti dello 0,5%: è il maggior aumento dal 1993. Anche in Italia ci sono timori in questo senso e Confcommercio prospetta, in caso di un carovita al 3% nell’ultimo quadrimestre del 2021, una riduzione dei consumi di 2,7 miliardi, ovvero dell’1%, rispetto alle previsioni.

Ma la Bce e la Banca d’Italia non sono così pessimiste. La fiammata dei prezzi rientrerà nei prossimi mesi, sostengono, anche se il loro livello rimarrà in tutta Europa, e anche in Italia, a valori superiori a quelli bassissimi cui eravamo abituati. Se sostenuta e protratta nel tempo l’inflazione erode il potere d’acquisto dei salari, poiché le buste paga si adeguano solo gradualmente e non in automatico al generale aumento dei prezzi. Un alleggerimento della pressione, però, potrebbe registrarsi nei prossimi mesi se risultasse duratura la discesa dei prezzi di gas ed elettricità registrata negli ultimi giorni.

Un segnale in questo senso viene dall’Ocse, secondo cui la crescita economica post-Covid potrebbe essere vicina al picco, in base ai superindice anticipatore messo a punto dagli economisti dell’organizzazione. Segnali dell’approssimarsi del picco di attività si registrano in Usa, Giappone, Germania e Uk, anche se il trend a lungo termine indica un’espansione sostenuta. In Italia, così come nell’Eurozona e in Canada, il superindice punta a una moderazione del ritmo dell’espansione. Gli occhi degli analisti sono puntati anche sulla Commissione Ue, che oggi metterà nero su bianco una ripresa robusta dell’economia europea, dove il Pil ormai sta per recuperare i livelli pre-Covid entro dicembre. Attesa una revisione in meglio della crescita per l’Eurozona, al 4,8% e 4,5% nel 2021 e 2022, e saranno ritoccate all’insù anche le cifre per l’Italia. Bruxelles aveva previsto un +5% per il 2021, ma lo Stivale dovrebbe viaggiare attorno al 6%, come indicato anche dal presidente del Consiglio Draghi.