Pisa, 24 settembre 2018 - Medicina, chirurgia, industria, ma anche agricoltura, veterinaria, economia, etica, filosofia e giurisprudenza. Sono tanti i campi che coinvolgono o interessano lo sviluppo della robotica. Un futuro che è già realtà. C’è il robot che aiuta il chirurgo in sala operatoria, ma anche quello che consente di restaurare le opere d’arte, il robot direttore d’orchestra e, presto, anche quello che porterà la spesa a casa. Innovazioni e sperimentazioni che saranno al centro della seconda edizione del Festival internazionale della Robotica, in programma a Pisa da giovedì al 3 ottobre. Una scommessa vinta dal professor Franco Mosca, un passato da pioniere dei trapianti e un presente da presidente della Fondazione Arpa, motore e anima del Festival. Ed è proprio grazie a questo mago del bisturi che Pisa si sta affermando nel mondo come Robot Town, la città dei robot.

Il Presidente Arpa Franco MoscaProfessore, quand’è che i robot l’hanno conquistata?

"Non è stato amore a prima vista. Almeno parlando di applicazioni chirurgiche della chirurgia robotica, mentre per la chirurgia mini invasiva tradizionale fui da subito convinto della strada da battere. Alla fine degli anni 80, i miei allievi hanno iniziato a formarsi con uno dei pionieri della materia, il professore Alfred Cuschieri. Che, poi, dall’Inghilterra venne alla Scuola Superiore Sant’Anna su chiamata per chiara fama e ancora oggi collabora attivamente col nostro gruppo. L’azienda ospedaliera pisana disponeva, fin dal 2000, di un robot Da Vinci acquisito per applicazioni cardio–toraciche e non era accessibile per le altre specialità. Solo nel 2006 si realizzò la possibilità per i miei collaboratori di utilizzarlo. Da allora è stato un crescendo, con coinvolgimento organico di tanti specialisti nell’ambito di un centro multidisciplinare che, tutt’oggi, costituisce un modello organizzativo unico in Italia e oltre".

Cosa rappresentano i robot per la società attuale?

"Una vera e inarrestabile rivoluzione. Il rapporto positivo della robotica in tutti i settori è sempre più compreso, ora dobbiamo chiederci quali sono le ricadute della rivoluzione prodotta dall’automazione e dalla robotica in termini di problemi sociali, economici, umani, etici, giuridici. Questa svolta va governata con grande lungimiranza: dalle sale operatorie alla riabilitazione, dall’arte alla finanza".

Ma l’uomo resta fondamentale?

"L’obiettivo che ci siamo posti, sin dall’edizione 2017 del festival, e che abbiamo fortemente ribadito quest’anno, è di dimostrare il ruolo insostituibile della figura umana, al cui servizio si pone il robot. Il robot, come abbiamo fatto vedere lo scorso anno al mondo intero, può dirigere un’orchestra, ma solo se programmato da un direttore in carne e ossa. E così in tutte le altre applicazioni. Pertanto il messaggio è: non abbiate paura dei robot".

Non ci ruberanno il lavoro?

"No, a patto che si cominci da subito a formare e preparare i giovani alle nuove professioni. Le previsioni ottimistiche del World Economic Forum si realizzeranno solo se, da subito, si apriranno scuole per preparare i giovani ai nuovi mestieri. Di questi temi parleremo durante una giornata ad hoc all’unione industriale di Pisa durante il Festival".

Perché un festival della Robotica a Pisa?

"In questa città è nata la robotica. In tutta l’area pisana c’è una vastissima concentrazione di ricerca, industria, produzione ed eccellenza. È una città all’avanguardia dal punto di vista scientifico e il Festival mira a valorizzare le nostre eccellenze".

Con quale obiettivo?

"Far avvicinare tutti quanti a questo settore affinché non ne abbiano paura, quanto semmai imparino a riconoscerne i vantaggi e i benefici. La robotica intesa come strumento, come aiuto, come collaboratore in moltissime discipline. Non solo in medicina e chirurgia ma anche nella vita quotidiana. Tengo particolarmente alla giornata del 3 ottobre dedicata alla cooperazione umanitaria: il buon uso della tecnologia, infatti, riduce il gap tra il nord e il sud del pianeta. Il sapere, la conoscenza e il progresso devono essere per tutti, la scienza crea ponti, ponti per tutti".

Quale prossima sfida?

"Concerne il futuro stesso del Festival. Dare continuità, oltre il volontariato del professor Mosca e dell’Arpa, conservandone l’alto valore scientifico e divulgativo a favore del cittadino comune".

Lo scorso anno un robot diresse Bocelli, quest’anno i virtuosi e i virtuali vedranno il tenore toscano duettare con Giacomo Puccini....

"Incrociamo le dita perché si tratta di una sfida tecnologica veramente impegnativa. Se tutto andrà come abbiamo immaginato, anche quest’anno il Festival avrà una ricaduta e una visibilità internazionale per la quale, una volta di più, ringrazieremo Andrea Bocelli".