Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato
Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato

Roma, 9 ottobre 2019 - Corrono ad alta velocità i risultati finanziari delle Ferrovie dello Stato. Il Gruppo ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un utile netto in crescita a 362 milioni (+4,3%), ricavi che sfiorano i 6 miliardi (+2,2% a 5,98 miliardi) e un elevato livello di solidità finanziaria. Si tratta, secondo quanto si apprende, della migliore semestrale della storia delle Fs. Al centro delle politiche di sviluppo del Gruppo restano gli investimenti, che tra gennaio e giugno superano i 2 miliardi, per oltre la metà destinati al mantenimento in efficienza e sicurezza della rete sia convenzionale che Av/Ac.

L’incremento dei ricavi, emerge dalla Relazione finanziaria semestrale approvata dal consiglio di amministrazione, è accompagnato dalla crescita del Margine operativo lordo (Ebitda), salito a 1,3 miliardi di euro (+7,5%). L’Ebitda margin si attesta al 21,7%. L’ebit passa a 454 milioni (+6,6%) dai 426 milioni dei primi sei mesi del 2018. Guardando ai settori operativi, chiudono il semestre con un risultato positivo sia il Trasporto (163 milioni), sia l’Infrastruttura (con Rfi e Anas, 191 milioni). Nonostante la crescita del fatturato, i costi operativi restano in linea con l’anno precedente, a 4,68 miliardi (+0,8%), anche grazie alle politiche di risparmio. 

Contribuisce alla crescita del Gruppo in particolare l’andamento positivo dei ricavi da servizio di trasporto, che raggiungono i 3,75 miliardi: nello specifico, mostrano un segno più tutte le componenti, dai ricavi dei servizi passeggeri su ferro long e short haul (+48 milioni), a quelli del trasporto passeggeri su gomma (+39 milioni) al settore merci su ferro (+12 milioni). In aumento, infine, il numero complessivo del personale, che supera le 83 mila unità.