Non dovrebbe essere imminente la nomina del nuovo amministratore delegato della Ferrari. Il presidente John Elkann ha fatto sapere che valuterà con calma le ipotesi sul tappeto per la successione di Louis Camilleri, dimessosi a sorpresa giovedì dal ruolo di capo azienda. Alla soluzione guardano con attenzione gli analisti di Borsa (ieri a Piazza Affari il titolo non ha subito scossoni, chiudendo in leggero rialzo, a 176,75 euro), così come gli appassionati di...

Non dovrebbe essere imminente la nomina del nuovo amministratore delegato della Ferrari. Il presidente John Elkann ha fatto sapere che valuterà con calma le ipotesi sul tappeto per la successione di Louis Camilleri, dimessosi a sorpresa giovedì dal ruolo di capo azienda. Alla soluzione guardano con attenzione gli analisti di Borsa (ieri a Piazza Affari il titolo non ha subito scossoni, chiudendo in leggero rialzo, a 176,75 euro), così come gli appassionati di Formula Uno (la Rossa da Gran Premio sta vivendo uno dei momenti peggiori della sua storia). La leadership di Camilleri a Maranello è durata poco più di due anni. Il manager di origini maltesi, dopo una vita spesa in Philip Morris, venne catapultato in groppa al Cavallino nell’estate 2018, nei giorni tumultuosi di Sergio Marchionne. Sotto la guida di Camilleri, l’azienda nel 2019 ha battuto il record di auto vendute, oltre diecimila. Il titolo ha continuato a salire. Ma il Covid, ha avuto un impatto non lieve su conti e prospettive.

Camilleri (che ha lasciato anche le cariche in Philip Morris) ha motivato l’addio con ragioni personali. Ha combattuto una dura battaglia contro il Covid (di cui si era ammalato) e non a caso nel salutarlo il presidente Elkann gli ha augurato di godersi la pensione. Al netto di indiscrezioni su differenze di vedute tra azionista e manager (la chiacchiera di un ricambio al vertice della Rossa circolava da tempo, si mormorava di cacciatori di teste alla ricerca di un potenziale ad), di sicuro la Ferrari deve adattarsi a sfide nuove. Come conciliare la sua leggenda con la svolta verde sul fronte della mobilità? Quando arriverà sul mercato l’annunciatissimo (già da Marchionne!) Suv del Cavallino, denominato Purosangue? E il ritorno alla vittoria nel mondiale di F1, che manca ormai da tredici anni?

I nomi. Se l’addio di Camilleri si fosse materializzato alcuni mesi fa, per la figura di capo azienda la Ferrari avrebbe puntato su un ex come Stefano Domenicali, allora presidente della rivale Lamborghini. Ma oggi sta a Londra, come numero uno della F1. Strada chiusa. Si fanno i nomi di Davide Grasso, oggi in Maserati, e di Alfredo Altavilla, già legatissimo a Marchionne, e Luca Maestri, direttore finanziario di Apple. Ma forse è presto. Alle prese con la fusione di Fca con Peugeot, Elkann potrebbe anche puntare su un nome di famiglia.