di Elena Comelli Corre in Borsa il titolo Fca, piazzando un roboante +9,01%. Ai mercati è piaciuta la revisione dell’intesa tra Fca e Psa (che a Parigi ha chiuso a +5%) per la creazione del quarto gruppo automotive mondiale – Stellantis – alla luce dell’emergenza Covid. In particolare a subire la modifica è il maxi dividendo straordinario da 5,5 miliardi che Fca dovrà staccare agli azionisti. La cedola prima del closing è ora fissata a 2,9 miliardi, mentre la...

di Elena Comelli

Corre in Borsa il titolo Fca, piazzando un roboante +9,01%. Ai mercati è piaciuta la revisione dell’intesa tra Fca e Psa (che a Parigi ha chiuso a +5%) per la creazione del quarto gruppo automotive mondiale – Stellantis – alla luce dell’emergenza Covid. In particolare a subire la modifica è il maxi dividendo straordinario da 5,5 miliardi che Fca dovrà staccare agli azionisti. La cedola prima del closing è ora fissata a 2,9 miliardi, mentre la quota del 46% di Faurecia, il gruppo di componentistica controllato da Psa, sarà distribuita a tutti gli azionisti Stellantis a fusione avvenuta e dopo l’ok del nuovo cda. IGli azionisti di Fca e Psa riceveranno un’uguale partecipazione in Faurecia pari al 23%, mentre la loro proprietà 50-50 di Stellantis – che avrà a bilancio una liquidità di 2,6 miliardi in più – rimarrà invariata.

Meno soldi, quindi, ma in cambio di una partecipazione pregiata. E potrebbe essere una rinuncia solo temporanea. Prima del completamento della fusione, infatti, sarà valutata la distribuzione di 500 milioni agli azionisti di ciascuna società o, in alternativa, 1 miliardo dopo il perfezionamento a tutti gli azionisti di Stellantis. Per il nuovo gruppo il beneficio della trasformazione di denaro contante in partecipazioni sarà quello di risparmiare oltre 2,5 miliardi sull’esborso di denaro e quindi conservare una maggiore liquidità. Fca e Psa hanno confermato che per tutti gli altri aspetti i termini economici del loro accordo siglato il 17 dicembre 2019 rimangono invariati e che il completamento della combinazione dovrebbe avvenire entro il primo trimestre 2021.

Lunedì è stato anche il giorno dell’inaugurazione dell’impianto pilota Vehicle-to-Grid (V2G) a Mirafiori. Il progetto, cui partecipano anche Engie e Terna, consentirà di sperimentare una soluzione di ricarica bidirezionale: in sostanza l’auto può sia attingere energia dalla rete, sia restituirla. Il responsabile dell’area Emea di Fca, Pietro Gorlier, auspica che si sviluppi rapidamente la rete di ricarica pubblica e privata. Nel 2025 in Italia serviranno 170mila punti di ricarica pubblici, oggi ne abbiamo 10.300. Intanto a Mirafiori gli impianti lavorano a regime ridotto, sfornando ogni giorno non più di 40 nuove 500 elettriche. Il prezzo è 34mila euro nella versione base, ma, dice Gorlier, "non sarà un’auto di nicchia".