Milano, 13 gennaio 2017 - Brilla Fca a Piazza Affari. Dopo una fiammata in avvio (+7,4%), ha chiuso a +4,6%. Questa la reazione di Fiat Chrysler il giorno dopo il tonfo legato ai timori del dieselgate negli Usa: ieri a Milano il titolo ha perso il 16,14% mentre a New York nella notte ha chiuso a -10,23%, dopo essere arrivato a toccare -18%. Oggi a Wall Street continua il trend in ribasso. 

Gli Stati Uniti accusano Fca di violazione delle norme sulle emissioni per le auto diesel. Accuse per le quali rischia una sanzione fino a 4,63 miliardi di dollari. Lo scossone ha fatto tremare i mercati, ma la replica della casa automobilistica sembra aver sortito un effetto. ll caso Fca "non ha nulla in comune con Volkswagen" afferma secco l'ad Sergio Marchionne. "La coscienza della nostra società è pulita. Per quanto conosco questa società  posso dire che nessuno è così stupido" da cercare di montare un programma illegale.

Nel mirino delle autorità americane ci sono i modelli Jeep Grand Cherokee e i Dodge Ram con motore 3 litri diesel: 104mila auto in tutto. "Non comunicare" l'esistenza di un "software che influenza le emissioni è una seria violazione della legge, che può tradursi in un pericoloso inquinamento dell'aria che respiriamo" afferma l'Agenzia per la Protezione Ambientale in una nota. "Continuiamo a indagare la natura e l'impatto di questi software. Tutte le case automobilistiche devono giocare con le stesse regole". 

ANALISTI  CAUTI - Parole dure, quelle dell'Epa, ma la reazione del titolo Fca di ieri alle accuse è sembrata subito eccessiva agli analisti. "Esagerata", affermava ieri John Murphy, di Bank of America, soprattutto perché la controversia è alle battute iniziali e non ci sono i dati di un potenziale impatto finanziario. Una multa da 4 miliardi sarebbe nella parte alta della forchetta che può essere valutata e ogni eventuale risoluzione dovrebbe costare meno a Fca, aggiunge. Michelle Krebs, analista di AutoTrader, mette in guardia sul fatto che "dobbiamo fare attenzione a non saltare a conclusioni sul fatto che il caso Fca è lo stesso di Volkswagen". 

UE: ACCUSE PREOCCUPANTI - Intanto la Commissione europa definisce "preoccupanti" le accuse su Fiat Crysler. "Lavoreremo con l'Epa, le autorità degli Stati nazionali interessate e con Fca per appurare i fatti e le potenziali implicazioni per i veicoli venduti nell'Ue", fa sapere la portavoce Lucia Caudet da Bruxelles. 

SOSPETTI SU RENAULT - E si apre un capitolo dieselgate anche in Francia. Stavolta sotto i riflettori c'è Renault. La procura di Parigi ha fatto sapere che indagherà sui dispositivi utilizzati dalla casa automobilistica francese per controllare le emissioni dei motori diesel che si sospetta siano truccati. Dopo la notizia il titolo è crollato in Borsa, poi ha chiuso a -3,2%. "Renault rispetta la legislazione francese ed europea - replica l'azienda -. I veicoli Renault sono sempre stati omologati conformemente alla legge e alle regolamentazioni. Sono conformi alle norme in vigore".