Operai metalmeccanici al lavoro in azienda (ImagoE)
Operai metalmeccanici al lavoro in azienda (ImagoE)

Roma, 5 maggio 2020 - Riduzione dell'orario di lavoro senza ridurre i salari. E ancora: indennizzi per stagionali e autonomi, blocco licenziamenti esteso da 3 a 5 mesi. Sono le misure anti-Coronavirus previste dal prossimo 'Decreto maggio' e presentate dal governo Conte oggi ai sindacati Cigl, Cisl e Uil. Alla riunione, cominciata poco dopo le 19.30, c'erano in videocollegamento i segretari Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Presente il sottosegretario Riccardo Fraccaro, in videocollegamento i ministri Roberto Gualtieri, Stefano Patuanelli e Nunzia Catalfo.

E' stata proprio Catalfo a parlare di "indennizzi per stagionali e autonomi, congedi parentali e bonus baby sitter il cui utilizzo sarà allargato anche a servizi per l'infanzia e centri estivi. In più, sarà prorogato lo stop ai licenziamenti. A questo aggiungeremo il Reddito di emergenza, che sarà una misura a tempo". Il confronto è stato apprezzato da entrambe le parti. "Stiamo già lavorando parallelamente a un provvedimento che sara' completamente dedicato alla sburocratizzazione, con norme di semplificazione per accelerare gli investimenti per il rilancio del Paese", ha spiegato il premier Conte riferendo che il governo è al lavoro anche sulle procedure per favorire le ristrutturazioni degli edifici scolastici e su protocolli per i centri estivi

Meno ore di lavoro, pari salario

E' la proposta che il ministro del Lavoro, intende inserire nel nuovo decreto maggio per i contratti collettivi aziendali e territoriali. I contratti, stipulati con le organizzazioni sindacali più rappresentative, possono convertire quota parte delle ore in percorsi di formazione finanziati da un apposito fondo presso il ministero. Il fondo sarebbe quindi istituito presso il dicastero del Lavoro. In questo modo, viene spiegato, "si riduce l'orario di lavoro senza avere decurtazioni di stipendio né gravare l'impresa di ulteriori costi, e al tempo stesso si dota il lavoratore di uno strumento di politica attiva che gli permette di acquisire nuove competenze". Un intervento tarato sulle esigenze prodotte dall'attuale fase di emergenza. Ma Catalfo, mettono in evidenza le stesse fonti, già da tempo, prima che deflagrasse l'epidemia, condivideva l'idea di una possibile riduzione dell'orario. "Ciò a patto che - viene chiarito - questa sia economicamente non svantaggiosa per il lavoratore, che sia collegata a percorsi dedicati di formazione che permettano al lavoratore di acquisire nuove competenze e professionalità, e che permetta l'assunzione di giovani".

Blocco licenziamenti

Nel 'Decreto maggio' il blocco dei licenziamenti sarà allungato di tre mesi, portandolo da due a cinque. Lo ha detto Catalfo ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil riuniti in una videoconferenza. Catalfo ha sottolineato che in questi mesi di emergenza l'Inps ha dovuto trattare prestazioni eccezionali per 11 milioni di lavoratori e che nel decreto ci sarà una semplificazione per gli ammortizzatori sociali che porterà alla riduzione dei tempi di erogazione.

Furlan: "Nuovo modello sociale"

"E' molto importante e significativo che stasera il presidente Conte abbia annunciato un tavolo di confronto che guarda oltre l'emergenza del paese in modo da costruire un nuovo modello sociale partecipativo di sviluppo, di cambiamento e di modernizzazione complessiva del paese. E' quello che ci aspettavano di ascoltare". Lo afferma la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

Riaprono negozi bici, barche e toelettatura animali

Riaprono i negozi di biciclette, di barche e di toelettatura di animali. Lo prevede un decreto del Ministro dello Sviluppo economico, Patuanelli - che non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale - e che modifica il Dpcm del 26 aprile. L'atto inserisce le 3 attività fra quelle che riaprono. L'elenco dei codici Ateco, si legge inoltre, dell'allegato 3 del Dpcm del 26 aprile viene modificato con l'inserimento dei codici per noleggio di autocarri; di altre macchine, attrezzature e beni materiali; attività di conservazione e restauro di opere d'arte.

Task force Innovazione

Già questa mattina la task force istituita dal ministero dell'Innovazione aveva anticipato l'idea di una "riduzione sostanziale dell'orario di lavoro a salario invariato con un contributo dello Stato", che - si noti - "costa meno allo Stato della cig a zero ore", per affrontare la Fase 2 dell'emergenza Coronavirus. E' quanto scritto nella relazione sull'impatto economico in un documento datato 14 aprile, ma pubblicato la scorsa settimana, in cui si sottolinea che tale scelta è suggerita dalla "necessità di garantire il distanziamento assieme alla difficoltà di svolgere il lavoro utilizzando protezioni (guanti, mascherine, etc.)". L'intestazione della relazione recita: 'Come gestire la fase 2: far ripartire gradualmente l'economia senza pregiudicare la salute e la sicurezza dei cittadini, e prevenendo il rischio di una risorgenza dell'epidemia'. A scriverla sono docenti universitari e altri esperti reclutati nel cosiddetto gruppo 'data-driven' (74 componenti complessivi) e in particolare del team ristretto dedicato proprio alla valutazione delle ripercussioni economiche. Tra gli autori vengono citati: Giovanni Dosi (Scuola Superiore Sant'Anna), Andrea Roventini (Scuola Superiore Sant'Anna), Mauro Napoletano (Ofce, Sciences Po), Francesca Chiaromonte (Scuola Superiore Sant'Anna), Fosca Giannotti (Cnr), Dino Pedreschi (Università di Pisa), Paolo Vineis (Imperial College). 

Il presupposto è che "se vogliamo evitare il totale collasso economico-sociale del nostro paese, l'economia va riaperta velocemente". E, per essere più precisi, "ritardare oltre l'inizio di maggio la riapertura potrebbe drasticamente esacerbare il disagio socio-economico del paese, già a livelli critici". Oltre al taglio dell'orario di lavoro, si raccomanda una riapertura "sotto precise condizioni: la disponibilità di mascherine (FPP2, FPP3), guanti e le altre misure di protezione (per esempio cambio abito in uscita dal lavoro e di nuovo all'ingresso in famiglia); la possibilità di garantire il distanziamento fisico dei lavoratori; e lo svolgimento di periodiche disinfezioni ed areazioni degli ambienti di lavoro". Secondo la relazione le "violazioni di queste condizioni vanno sanzionate per legge, anche con misure penali rilevanti, e attentamente monitorate".