Giovedì 25 Luglio 2024
BRUNO ANTONIO MIRANTE
Economia

Facebook, Instagram e WhatsApp vogliono i soldi o i dati? Cosa sta succedendo

Cosa c’è dietro la decisione di Meta: tutti i dettagli sulla vicenda

Roma, 14 novembre 2023 - Meta offre un abbonamento per usare i suoi social senza pubblicità. Ma se l'utente sceglie di non pagare quali dati cede? E perché la società che comprende Facebook, Instagram e WhatsApp, è interessata ai nostri dati?

Facebook
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La decisione urgente e vincolante dell’European Data Protection Board (Edpb)

Lo scorso 27 ottobre l'European Data Protection Board, organismo indipendente dell'Unione europea il cui scopo è garantire un'applicazione coerente del Regolamento generale sulla Protezione dei Dati, ha vietato a Meta di utilizzare il trattamento dei dati degli utenti europei per la pubblicità comportamentale, cioè basata sui dati personali e l'attività online di ogni utente. Il Comitato europeo per la protezione dei dati ha preso questa decisione in risposta a una richiesta avanzata dall'autorità norvegese per la protezione dei dati (Datatilsynet), che aveva chiesto al Parlamento di Bruxelles di rendere permanente un divieto temporaneo già in atto sul proprio territorio nazionale e di estenderne la portata a tutto lo Spazio Economico Europeo. Così il 31 ottobre 2023 l’EDPB aveva notificato il termine perentorio a Meta per adeguarsi: la risposta dell'impresa statunitense non si è fatta attendere.

"O i tuoi soldi o i tuoi dati"

Meta ha deciso di offrire agli utenti due opzioni: sottoscrivere un abbonamento da 12,99 euro al mese per evitare la pubblicità, o continuare a fruire del social alle condizioni precedenti, previo consenso espresso alla pubblicità comportamentale. In altre parole, coloro che desiderano evitare la pubblicità "personalizzata" (ovvero, profilata sulle proprie attività online) dovranno pagare per il servizio premium. In seguito alla decisione vincolante dell’EDPB, in sintesi, Meta non aveva altra scelta che chiedere a tutti gli utenti di esprimere il proprio consenso al behavioural advertising, ponendo l’utente di fronte alla scelta (consapevole) tra abbonarsi o proseguire la fruizione del social gratuitamente, previo consenso espresso al marketing comportamentale. In questo modo l’informativa sul behavioural advertising diventa specifica e collegata al quella determinata richiesta di consenso senza "perdersi" nel contesto di tutte le policies che l'utente è chiamato a rispettare in seguito offerte all'iscrizione ai social.

Nuovi scenari

Queste le determinazioni dell'azienda di Mark Zuckerberg. Se questo modo di procedere otterrà il via libera dell’EDPB, potrebbe aprirsi uno scenario inedito che renderebbe ancor più esplicita quella che già sembra essere diventata una situazione di fatto: i dati personali diventeranno un metodo di pagamento alternativo al denaro?

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