di Davide Gaeta

Si registrano timidi segnali di ripartenza dei consumi ma non certo con il dinamismo che si era sperato. Per questo è utile analizzare cosa sta avvenendo e quali sono i fattori che stanno frenando l’auspicata ripresa. Il caso dei consumi del settore vitivinicolo è significativo perché, tra i prodotti di origine agricola, è stato capace di avere un rapporto diretto con il mercato, integrando le fase di produzione e trasformazione e vendita nella stessa impresa e aver creato un ‘allure’ intorno al suo mondo come pochi altri casi.

Eppure l’uscita dal lockdown non lascia molto ai festeggiamenti anche se la situazione è diversa a seconda delle aree di business. In generale gli imprenditori del settore lamentano almeno tre fattori che condizionano negativamente la ripresa: la quasi assenza del turismo dei record degli ultimi anni; il blocco eo crollo verticale delle esportazioni specie in alcuni Paesi leader come Stati Uniti, Germania e Canada; la difficoltà delle vendite nazionali nei canali dell’Horeca specie nelle grandi città d’arte e di business, che continuano a soffrire di più per la mancanza di turismo e per lo smart working che ha azzerato i pranzi di lavoro nella ristorazione e nei bar.

A questi fattori si collegano effetti connessi: la ridotta presenza di turismo sottrae alle imprese un fattore decisivo, l’apporto di liquidità dato dall’enoturismo e dalle vendite dirette. Un aspetto vitale per le aziende agricole, specie per la piccola e piccolissima impresa familiare che non può affrontare la grande distribuzione (sia per i volumi ridotti che i prezzi) e che non dispone di reti di vendita ad alto costo finanziario nel canale lungo.

Davide.gaeta@univr.it