Un lavoratore dell'ex Ilva durante lo sciopero indetto dai sindacati (Lapresse)
Un lavoratore dell'ex Ilva durante lo sciopero indetto dai sindacati (Lapresse)

Taranto, 10 dicembre 2019 - Nuove grane per l'ex Ilva. Il Tribunale di Taranto ha rigettato la richiesta di proroga presentata dai commissari sull'uso dell'Altoforno 2 (Afo2), sequestrato e dissequestrato più volte nell'inchiesta sulla morte dell'operaio Alessandro Morricella. I commissari chiedevano un anno di tempo per ottemperare alle prescrizioni di automazione del campo di colata, richiesta a cui aveva dato parere favorevole anche la procura. Questo potrebbe significare lo stop dell'impianto di Afo2 già venerdì 13 dicembre. Anche se c'è un ulteriore spiraglio: fare ricorso al Tribunale del riesame.

Intanto lo sciopero odierno proclamato da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm ha ottenuto adesioni che in alcuni casi sono del 100%, con il 90% a Taranto e l'80% a Genova e Novi Ligure. Da parte del governo, il ministro dell'economia Roberto Gualtieri assicura a chi ha manifestato a Taranto: che in manovra è stato "approvato un fondo apposito" per sostenere il piano di sviluppo di Taranto. Quanto all'Ilva, ha aggiunto: "Stiamo definendo un piano molto ambizioso per il rilancio di Ilva e delle acciaierie, nel segno della sostenibilità e del lavoro". 

Il ministro Stefano Patuanelli ribadisce l'obiettivo dell'esecutivo di fare dell'Ilva di Taranto "il primo esempio europeo di una riconversione sostenibile del siderurgico. Lo Stato vuole poter entrare nello stabilimento - ha aggiunto dai microfoni di Radiouno - per controllare e garantire non solo la produzione ma anche le modalità di produzione e il rispetto dell'ambiente".La trattativa governo-azienda prosegue a più livelli: oggi il superconsulente Francesco Caio ha incontrato l'ad Lucia Morselli, mentre già la prossima settimana il premier Giusppe Conte potrebbe di nuovo vedere i Mittal. E giovedì al Mise è atteso un nuovo tavolo con esecutivo, sindacati e commissari straordinari.