Taranto, una veduta della fabbrica ex Ilva (Ansa)
Taranto, una veduta della fabbrica ex Ilva (Ansa)

Roma, 8 dicembre 2019 - Ex Ilva, il Governo sta studiando il 'Cantiere Taranto', un pacchetto di misure che vanno da un fondo "straordinario" da 50 milioni per i lavoratori ex Ilva in amministrazione straordinaria a incentivi rafforzati, con sgravi che arriverebbero al 100% per tre anni, per chi assume lavoratori in esubero del polo siderurgico.
Al momento si è pensato a una decina di misure, che vanno dal sostegno alla zona del Porto al potenziamento dei presidi sanitari: si starebbe valutando se inserire alcune norme in manovra o se portare tutto in un decreto ad hoc. Il pacchetto raccoglie le istanze dei vari ministeri e sarebbe ancora in fase di valutazione tecnica e politica: il governo sarebbe orientato a ricondurre tutti gli interventi in un unico decreto Taranto, più organico. 

Esuberi ex Ilva

Per gestire il problema degli esuberi, a partire dai lavoratori che già sono rimasti in carico alla gestione commissariale dell'ex Ilva, si stanno studiando diverse ipotesi, compresa quella di incentivare, con un bonus, chi dovesse accettare un nuovo lavoro lontano da Taranto. Tra le proposte compare poi l'annunciata creazione di un Polo universitario di Taranto per la sostenibilità ambientale e per la prevenzione delle malattie sul lavoro, con un finanziamento di 9 milioni l'anno per tre anni e la previsione di una laurea magistrale in medicina e chirurgia con sede a Taranto dall'anno accademico 2020-21. 

Taranto, zona franca doganale?

Si valuta anche l'istituzione di una Zona franca doganale, per incentivare il recupero delle potenzialità del porto di Taranto, oltre alla proroga dell'Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale fino al 2022, nella quale sono confluiti circa 530 lavoratori in esubero delle imprese per la movimentazione dei container.
L'esecutivo punta quindi ad accelerare il completamento delle infrastrutture nelle zone economiche speciali che hanno subito rallentamenti per problemi di autorizzazioni o sequestri. Si guarda anche alla green mobility, con un piano per la "mobilità dolce" da realizzare lungo linee ferroviarie dismesse. Per supportare le tradizioni del territorio danneggiate dalle crisi siderurgica potrebbe arrivare infine un finanziamento ad hoc.