Roma, 4 dicembre 2019 - "Strada stretta e in salita". Non ha usato mezzi termini il ministro della Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, aprendo l'incontro con i sindacati sull'ex Ilva. "Obiettivo è garantire la continuità produttiva - ha spiegato il titolare del Mise, secondo quanto riferito da fonti sindacali -. E' necessario un confronto costruttivo onesto, che sia sviluppato nel tempo parallelamente alle previsioni sul piano industriale e a tutto quello che stiamo cercando di fare".

E il nuovo piano industriale di Arcelor Mittal prevederebbe 4.700 esuberi, passando dai 10.789 occupati del 2019 ai 6.098 del 2023. Nel 2022 infatti l'azienda stima di spegnere l'afo2 facendo entrare in funzione un forno elettrico che assorbirebbe meno mano d'opera, mentre la produzione di acciaio é prevista in crescita dai 4,5 milioni di tonnellate del 2019 a 6 milioni di tonnellate dal 2021 in poi. "L'azienda ha avuto quest'anno uscite di cassa per un miliardo di euro", avrebbe anche spiegato l'ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli

"Non ci sono condizioni per aprire confronto per un accordo. Si deve ripartire dall'accordo di un anno fa, con i livelli occupazionali e investimenti indicati dal piano del 2018", ha però replicato il segretario generale Cisl, Anna Maria Furlan, a nome di tutti i sindacati, che hanno chiesto la sospensione del tavolo. "Non è un piano industriale: è un progetto di chiusura nel tempo di Taranto e di Ilva", ha affermato  il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Insomma gli esuberi stimati sono "irricevibili". "Avevamo già indetto la manifestazione per le aziende in crisi il 10 dicembre ma ora abbiamo deciso che ci sarà lo sciopero dei lavoratori Ilva con una manifestazione a piazza Santi Apostoli, preceduta da assemblee", ha sottolineato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. 

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Intanto il governo non sembra intenzionato a stare a guardare. Secondo fonti presenti al Mise infatti Patuanelli ha annunciato che, tra venerdì e lunedì, l'esecutivo presenterà un suo piano industriale che farà diventare Ilva "un esempio di impianto industriale siderurgico, con uso di tecnologie sostenibili, con forni elettrici e altri impianti ecosostenibili per arrivare a una produzione di 8 milioni per tutelare i livelli occupazionali". Parole confermate poi dallo stesso ministro. "Vogliamo far diventare lo stabilimento all'avanguardia della produzione siderurgica europea. Questa è la nostra idea e su questo siamo disponibili a investire e ad accompagnare questo percorso di transizione su queste basi", ha detto Patuanelli, aggiungendo di essere "deluso" per come sia andato l'incontro. "Speravo che l'azienda facesse qualche passo avanti ma non è stato così - ha proseguito -. Però noi siamo molto cocciuti e staremo al tavolo per arrivare all'obiettivo finale che non è quello di chiudere lo stabilimento". 

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Parla invece di "catastrofe annunciata" il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. "E' una disfatta nazionale, non solo tarantina, che se non affrontata correttamente e subito segnerà il declino di tutto il Paese", ha detto il primo cittadino che si appella al governo affinché "dica come e se intende tenere aperta quella fabbrica, come assicurerà reddito a migliaia di cittadini italiani e bonifiche miliardarie a una città che ha sacrificato tutto per il benessere e il prestigio dell'Italia".