Ex Ilva, Conte incontra i sindacati a Palazzo Chigi (Dire)
Ex Ilva, Conte incontra i sindacati a Palazzo Chigi (Dire)

Taranto, 7 novembre 2019 - Proseguono gli incontri del governo sul dossier ex Ilva. Dopo il confronto di ieri con ArcelorMittal, oggi il premier Giuseppe Conte ha convocato a Palazzo Chigi i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Prima, però, il presidente del Consiglio è salito al Quirinale da Sergio Mattarella, che ha manifestato preoccupazione sia per la situazione dell'azienda dell'acciaio, sia in generale per tutte le crisi aziendali che si registrano nel Paese. Il Capo dello Stato ha chiesto al governo di adoperarsi per trovare rapide soluzioni, visto che, come sottolineato a più riprese, l'occupazione rappresenta uno dei problemi più rilevanti per il Paese.

CONTE - E dal governo arriva l'invito a unire le forze. "Auspico non ci siano differenziazioni di colore politico, tra autorità nazionali e locali, con i sindacati e le associazioni di categoria. Oggi rinnovo l'appello: tutto il sistema Italia deve rispondere con una voce sola, senza polemiche o sterili disquisizioni che non hanno nessuna rilevanza esterna", ha detto - a quanto si apprende Conte - al tavolo con le parti sociali. Il premier avrebbe poi detto che il governo sarebbe stato pronto a mettere anche delle risorse per la bonifica del territorio ma anche questa prospettiva non è stata raccolta da ArcelorMittal. "Ritengo - avrebbe osservato Conte - che questa dismissione sia cominciata da un po' di tempo". Secondo fonti presenti, il premier ha puntualizzato che se ci sarà il disimpegno da parte di ArcelorMittal "il primo step sarà la gestione commissariale al Mise".

"Stiamo già valutando tutte le possibili alternative", ha spiegato poi, intervendo a 'Porta a Porta', ma senza sbilanciarsi su una evantuale possibile nazionalizzazione. "Ma adesso non mi voglio concentrare" su questo, "non ha senso adesso, aspetto di riparlare" con la famiglia Mittal 'nelle prossime ore, aspetto una risposta da loro", ha detto ancora il presidente del Consiglio rinnovando l'appello all'unità. "Per una volta non dividiamoci, marciamo uniti verso l'obiettivo" di salvare la produzione e l'occupazione dell'Ilva per poi "orientarla verso la transizione energetica. Dobbiamo essere coesi e uniti". Conte ha anche spiegato di non volere una battaglia legale "perché ci vedrebbe tutti perdenti", ma "se mai ci fosse battaglia giudiziaria, sarebbe quella del secolo. Non si può consentire che si vada via senza rispettare gli obblighi contrattuali". "Abbiamo elementi per vincere la causa, ma l'obiettivo non è questo" bensì "salvaguardare un asset strategico per il paese", ha chiarito.

SCIOPERO - Intanto i sindacati dei metalmeccanici hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per l'intero Gruppo ArcelorMittal a partire dalle 7 di domani, 8 novembre, per il sito di Taranto. In tutti gli altri stabilimenti, invece, le segreterie territoriali definiranno le modalita di mobilitazione. Fim Fiom e Uilm "chiedono all'azienda l'immediato ritiro della procedura e al governo di non concedere nessun alibi alla stessa per disimpegnarsi. Inoltre - affermano i sindacati - le condizioni devono includere lo scudo penale limitato all'applicazione del Piano ambientale e il ritiro di qualsiasi ipotesi di esuberi". Le associazioni di categoria, insieme a quelle dell'indotto, minacciano il blocco a oltranza dell'attività nei rispettivi settori. 

PATUANELLI - Per il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, "il recesso di ArcelorMittal dai propri impegni contrattuali è soltanto l'ultimo tassello di un mosaico di una serie di eventi risalenti nel tempo e che hanno visto il coinvolgimento, a vario titolo, di molti governi e di tutte delle forze politiche presenti in Parlamento". Aprendo nell'Aula della Camera l'informativa del Governo, Patuanelli ha anche spiegato che il dl imprese, che ha eliminato lo scudo penale "non ha però comportato una modifica del piano ambientale o del dpcm 2017, elemento necessario per far insorgere il recesso". "Ieri i rappresentati di ArcelorMittal ci hanno detto chiaramente che non sono in grado di portare a termine il loro Piano industriale per rilanciare l'Ilva", piano con il quale hanno vinto la gara, ha proseguito ancora Patuanelli strappando applausi. 

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"Parlare di Ilva" - ha detto ancora - significa parlare "della strategia industriale del nostro Paese". "Pensare a chiusura stabilimento Ilva ha un'immediata ricaduta sociale, ma ha anche un'immediata ricaduta su tutti i settori italiani legati all'acciaio, non avere l'Ilva significa non avere piano industriale serio per il paese", ha continuato lanciando poi un appello. "Chiedo un atto di responsabilità a tutte le forze politiche, anche all'opposizione, anche dai sindacati e dalle parti sociali. Questa situazione la risolviamo se rispondiamo come sistema Paese. È il Paese che deve rispondere", ha detto il titolare del Mise. "Non ho problemi a metterci la faccia ma la risposta deve essere unitaria e univoca. Negli altri Paesi si fa così, non accusandosi".

Appello che però non sembra esser stato raccolto dalla Lega: i deputati hanno infatti esposto cartelli e striscioni, urlando "elezioni, elezioni", dopo che il capogruppo Riccardo Molinari ha invitato il Pd a lasciare il governo e "andare a casa".

La protesta della Lega alla Camera (Lapresse)

Nella successiva informativa al Senato, Patuanelli ha punto ancora una volta il dito contro ArcelorMittal. "In questo Paese quando un imprenditore ha un problema industriale, di mercato, si trova con le cambiali da pagare. Un imprenditore che ha un suo problema strutturale, che non è riuscito a mantenere gli impegni presi sul piano industriale, non lascia le cambiali a questo Paese", detto il ministro dello Sviluppo economico..

EMENDAMENTO RIPRISTINO SCUDO PENALE - E, mentre è già partita la procedura di retrocessione dei rami d'azienda con la 'restituzione' degli impianti e dei lavoratori all'Ilva, la deputata di Italia Viva, Raffaella Paita, ha depositato un emendamento al decreto fiscale per ripristinare lo scudo penale e "togliere così ad ArcelorMittal tutti gli alibi possibili in campo". 

DI MAIO - "Se una Multinazionale ha firmato un impegno con lo Stato, lo Stato deve farsi rispettare, chiedendo il rispetto dei patti e facendosi risarcire i danni", dice dal canto suo Luigi Di Maio, in un lungo post su Facebook.