Operaio al lavoro nella zona a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto
Operaio al lavoro nella zona a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto
di Elena Comelli L’ex Ilva può continuare con la produzione di acciaio. Il Consiglio di Stato ha rigettato la sentenza del Tar di Lecce dello scorso febbraio e l’ordinanza del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che ne era a monte, in base alle quali gli impianti dell’acciaio andavano spenti se ArcelorMittal Italia e Ilva non avessero risolto le cause inquinanti. La sentenza del Tar fu subito impugnata al Consiglio di Stato, che prima, a marzo scorso, l’ha...

di Elena Comelli

L’ex Ilva può continuare con la produzione di acciaio. Il Consiglio di Stato ha rigettato la sentenza del Tar di Lecce dello scorso febbraio e l’ordinanza del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che ne era a monte, in base alle quali gli impianti dell’acciaio andavano spenti se ArcelorMittal Italia e Ilva non avessero risolto le cause inquinanti. La sentenza del Tar fu subito impugnata al Consiglio di Stato, che prima, a marzo scorso, l’ha sospesa, e ieri, con una sentenza di 60 pagine, l’ha annullata. "Il potere di ordinanza non risulta suffragato da un’adeguata istruttoria e risulta, al contempo, viziato da intrinseca contraddittorietà e difetto di motivazione" spiegano i giudici di Palazzo Spada. In pratica, il potere di ordinanza d’urgenza del sindaco di Taranto è stato esercitato in assenza dei presupposti di legge. Per Acciaierie d’Italia, la nuova società nata da ArcelorMittal Italia e Invitalia, decade dunque l’obbligo di fermare gli impianti. L’attività produttiva "proseguirà con regolarità", dice l’azienda, che annuncia "già dalla prossima settimana", insieme ai partner industriali Fincantieri e Paul Wurth, il piano per la transizione ecologica dell’intera area a caldo dello stabilimento di Taranto, "tramite l’applicazione di tecnologie innovative ambientalmente compatibili e con l’obiettivo di una progressiva e costante riduzione delle quote emissive".

Immediata la reazione del ministro allo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti: "Alla luce del pronunciamento del Consiglio di Stato sull’ex Ilva, che chiarisce il quadro operativo e giuridico, il governo procederà in modo spedito su un piano industriale ambientalmente compatibile e nel rispetto della salute delle persone". L’obiettivo è "rispondere alle esigenze dello sviluppo della filiera nazionale dell’acciaio, accogliendo la filosofia del Pnrr recentemente approvato", ha auspicato il ministro. I sindacati, da parte loro, tirano un sospiro di sollievo. La Cgil sottolinea che "finalmente l’ex Ilva cessa di essere un tema di ordine giudiziario, per diventare esclusivamente un tema di ordine industriale". La storia, però, non finisce qui. "Io, fatemi dire, ho la coscienza a posto", ha dichiarato il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. E ha aggiunto: "Sono molto sereno perché abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per difendere questa comunità".