Quanto costava un caffè al banco in lire? Pochi, ormai, lo ricordano. Perché vent’anni di euro (1 gennaio 2002 – 1 gennaio 2022) hanno cancellato la memoria dei vecchi prezzi. Tanto che, oggi, fa una certa impressione rievocarli. Per esempio, un quotidiano si comprava con 1.700 lire. Un litro di latte fresco con 2.550 lire. Per un caffè espresso non ne bastavano 1.300. Proprio con un caffè, anzi due, cominciò la storia italiana dell’euro. Napoli, 1 gennaio 2002. Nel primo giorno della nuova valuta Carlo Azeglio Ciampi, l’allora 81enne presidente della Repubblica, e la moglie Franca entrano al Gambrinus, storico bar al numero 1 di via Chiaia, per gustare due espressi: "Io e mio fratello insistemmo per offrirglieli, ma il presidente ci rispose, sorridendo, che...

Quanto costava un caffè al banco in lire? Pochi, ormai, lo ricordano. Perché vent’anni di euro (1 gennaio 2002 – 1 gennaio 2022) hanno cancellato la memoria dei vecchi prezzi. Tanto che, oggi, fa una certa impressione rievocarli. Per esempio, un quotidiano si comprava con 1.700 lire. Un litro di latte fresco con 2.550 lire. Per un caffè espresso non ne bastavano 1.300. Proprio con un caffè, anzi due, cominciò la storia italiana dell’euro.

Napoli, 1 gennaio 2002. Nel primo giorno della nuova valuta Carlo Azeglio Ciampi, l’allora 81enne presidente della Repubblica, e la moglie Franca entrano al Gambrinus, storico bar al numero 1 di via Chiaia, per gustare due espressi: "Io e mio fratello insistemmo per offrirglieli, ma il presidente ci rispose, sorridendo, che voleva spendere i primi euro" ha raccontato il proprietario del locale, Antonio Sergio. E Arturo, il fratello: "Comprendemmo che quel gesto sarebbe passato alla storia. Così, nella confusione, prendemmo i soldi senza dargli né il resto né lo scontrino". Che inizio, vero? Molto, molto italiano. Tanto che Antonio e Arturo hanno conservato le monete dei signori Ciampi incorniciandole assieme agli articoli d’epoca.

Un’altra epoca, decisamente. Il 65enne Silvio Berlusconi era presidente del Consiglio. Giovanni Paolo II (1920-2005) viveva con dolore e abnegazione gli ultimi anni di vita e pontificato. La Roma era campione d’Italia. E Ronaldo il Fenomeno di lì a poco avrebbe vinto, con il Brasile, all’età di 25 anni, i Mondiali di Corea. Ma su tutto e su tutti dominava quella strana, maiuscola e attraversata da due trattini paralleli, il simbolo dell’euro (€), che rimanda alla epsilon dell’alfabeto greco ed è anche la prima lettera di Europa. I trattini paralleli, invece? Indicano stabilità. Almeno all’inizio, però, ci fu tutto tranne che stabilità. Anzi, fu come vivere un terremoto. Giornali e televisioni fecero un enorme sforzo didascalico per preparare gli italiani al cambiamento.

L’Associazione commercianti di Vicenza arrivò perfino a compilare un manualetto intitolato Pillole contro il mal d’euro . Eccone alcune: "Ricordare alla clientela che il passaggio dalla lira all’euro si svolgerà in due mesi (…) Avvisare che nei primi giorni di gennaio il resto sarà ancora prevalentemente in lire (…) Costituire un fondo cassa in euro adeguato (…) Iniziare a dare il resto in euro quando la situazione garantirà il massimo controllo della gestione degli incassi (…) Definire strategie di prezzo che non generino confusione".

Le "strategie di prezzo" furono subito chiarissime, purtroppo. Grazie a una totale assenza di controlli, ciò che costava 1.000 lire arrivò a costare 1 euro; ciò che costava 10mila lire fu portato a 10 euro; e così via, raddoppiando. Tanto da far finire presto in pattumiera un gadget, il convertitore, che sembrava indispensabile per gestire la coabitazione fra vecchia e nuova moneta (1 euro = 1936,27 lire) destinata a cessare dall’1 marzo. Infatti, il caffè, da subito, si pagò disinvoltamente 1 euro, senza rendersi conto che, in certi casi, il rincaro era superiore al 25%. E su benzina e gasolio nessuno fiatò, perché gli italiani sanno, da sempre, che al distributore è un prendere o lasciare privo di speranza…

Oggi i malumori dell’inizio sono superati. Siamo felici di viaggiare in Europa senza dover passare prima in banca a cambiare valuta. Aspettiamo con orgoglio il nuovo conio da 2 euro, pronto a giorni, che raffigura i volti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia trent’anni fa, nel 1992. Infine, ci sentiamo protetti dalla moneta per difendere la quale un italiano, Mario Draghi, allora governatore della Banca centrale europea (Bce), pronunciò il 26 luglio 2012, la storica frase "Whatever it takes" ( costi quel che costi ). E, ciliegina sulla torta, ci godiamo perfino il lusso di celebrare l’anniversario da Campioni d’Europa in carica…