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1 gen 2022

Euro, vent’anni e sembra un secolo. Il faticoso inizio, la gioia del presente

Ben presto il convertitore non servì più. Il primo caffè dei coniugi Ciampi in un locale di Napoli

1 gen 2022

Quanto costava un caffè al banco in lire? Pochi, ormai, lo ricordano. Perché vent’anni di euro (1 gennaio 2002 – 1 gennaio 2022) hanno cancellato la memoria dei vecchi prezzi. Tanto che, oggi, fa una certa impressione rievocarli. Per esempio, un quotidiano si comprava con 1.700 lire. Un litro di latte fresco con 2.550 lire. Per un caffè espresso non ne bastavano 1.300. Proprio con un caffè, anzi due, cominciò la storia italiana dell’euro. Napoli, 1 gennaio 2002. Nel primo giorno della nuova valuta Carlo Azeglio Ciampi, l’allora 81enne presidente della Repubblica, e la moglie Franca entrano al Gambrinus, storico bar al numero 1 di via Chiaia, per gustare due espressi: "Io e mio fratello insistemmo per offrirglieli, ma il presidente ci rispose, sorridendo, che voleva spendere i primi euro" ha raccontato il proprietario del locale, Antonio Sergio. E Arturo, il fratello: "Comprendemmo che quel gesto sarebbe passato alla storia. Così, nella confusione, prendemmo i soldi senza dargli né il resto né lo scontrino". Che inizio, vero? Molto, molto italiano. Tanto che Antonio e Arturo hanno conservato le monete dei signori Ciampi incorniciandole assieme agli articoli d’epoca. Un’altra epoca, decisamente. Il 65enne Silvio Berlusconi era presidente del Consiglio. Giovanni Paolo II (1920-2005) viveva con dolore e abnegazione gli ultimi anni di vita e pontificato. La Roma era campione d’Italia. E Ronaldo il Fenomeno di lì a poco avrebbe vinto, con il Brasile, all’età di 25 anni, i Mondiali di Corea. Ma su tutto e su tutti dominava quella strana, maiuscola e attraversata da due trattini paralleli, il simbolo dell’euro (€), che rimanda alla epsilon dell’alfabeto greco ed è anche la prima lettera di Europa. I trattini paralleli, invece? Indicano stabilità. Almeno all’inizio, però, ci fu tutto tranne che stabilità. Anzi, fu come vivere un terremoto. Giornali e televisioni fecero un ...

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