Risparmiare in bolletta almeno 100 euro all’anno acquistando e facendo funzionare gli elettrodomestici più efficienti e a minore consumo. Quelli che, quando li compriamo, riportano nell’etichetta energetica le classi A. Il plurale è d’obbligo perché, da quando è stata introdotta anche in Italia – era il 1998 – l’etichetta energetica ha visto aggiungersi nelle iniziali classificazioni (dalla verde A, con i minori consumi, alla rossa G, quella più energivora anche del 60%) anche le A+, A++, A+++. Così, nonostante abbiano assolto con onore al loro servizio per molti anni, per le vecchie etichette energetiche era venuto il momento di cambiare. Del resto, come ricorda ad...

Risparmiare in bolletta almeno 100 euro all’anno acquistando e facendo funzionare gli elettrodomestici più efficienti e a minore consumo. Quelli che, quando li compriamo, riportano nell’etichetta energetica le classi A. Il plurale è d’obbligo perché, da quando è stata introdotta anche in Italia – era il 1998 – l’etichetta energetica ha visto aggiungersi nelle iniziali classificazioni (dalla verde A, con i minori consumi, alla rossa G, quella più energivora anche del 60%) anche le A+, A++, A+++. Così, nonostante abbiano assolto con onore al loro servizio per molti anni, per le vecchie etichette energetiche era venuto il momento di cambiare. Del resto, come ricorda ad Altroconsumo, un’indagine svolta tra i consumatori aveva fatto emergere come le classi superiori A+, A++ e A+++, che negli anni si sono aggiunte alla A, erano troppe e potevano confondere le idee al momento dell’acquisto. Per risolvere questo problema, l’Unione europea ha quindi deciso di modificare l’etichetta togliendo tutte le classi comprendenti il simbolo "+" e limitando la scala dei valori, sempre dal verde al rosso in ordine decrescente, dalla lettera A alla G.

Le classi sono state riscalate, rivendendone i parametri, tanto che alla prima applicazione dell’etichetta su un elettrodomestico la A sarà vuota, e in alcuni casi anche la B, per stimolare le aziende al miglioramento dell’efficienza energetica. Già dal 9 dicembre dello scorso anno era possibile utilizzare la nuova etichetta energetica affiancandola a quella vecchia in base al Regolamento quadro europeo 20171369 che ne ha previsto l’introduzione.

Dal 1° marzo però scatterà l’obbligo della nuova etichetta per frigoriferi e congelatori, incluso cantinette per vino ad uso domestico, lavatrici e lavasciuga, lavastoviglie, TV e display. Per le sorgenti luminose (lampadine Led), invece, per il passaggio definitivo ci sarà tempo fino al 1° settembre 2021 mentre devono anche essere decise le nuove etichette per asciugatrici, forni, condizionatori, cappe e scaldaacqua. Acquistare un frigocongelatore da 300 litri in classe A, come spiega la guida dell’Enea (www.enea.it), l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, permetterà di risparmiare circa 40 euro all’anno in bolletta (19 euro contro 58 dei consumi di un modello in classe G). Almeno 10 euro di risparmi per 100 cicli di una lavatrice, 5 per una lavastoviglie, 40 per una lavasciuga, 30 per mille ore di accensione del televisore e 6 per 3mila ore di una lampadina Led.

La nuova etichetta avrà anche una grafica rinnovata che include un QRcode per ottenere molte informazioni aggiuntive attraverso una scansione con lo smartphone. I frigoriferi riporteranno il consumo annuo di chilowattora (kWhanno). Per lavastoviglie, lavatrici e asciugatrici invece quello per 100 cicli di lavaggio mentre per le lampadine è riferito a mille ore di utilizzo. Sulla nuova etichetta sono previsti anche pittogrammi (il simbolo del ghiaccio, quello di un altoparlante, un rubinetto, una maglietta, un catino, un orologio, etc.) che, a seconda della tipologia di elettrodomestico, possono variare ed essere classificati con la scala da A a G. I pittogrammi permetteranno di essere informati sulla capacità in litri del frigorifero o del congelatore piuttosto che sulle prestazioni della lavatrice e sul rumore (con a scala da A a D) durante il funzionamento.