Camion Esselunga (Ansa)
Camion Esselunga (Ansa)

Milano, 24 marzo 2017 - È IL PRIMO bilancio approvato senza l’ok del patron, Bernardo Caprotti. Ma conferma il buono stato di salute della sua creatura, Esselunga, giunta alla soglia delle 60 primavere. Esselunga aumenta le vendite e, seppure ceda valore sul fronte del risultato netto, a 405 milioni di euro, allarga il bacino dei clienti e dimezza le passività a 55 milioni di euro. Esselunga, che Mediobanca ha incoronato come la migliore catena di supermercati al mondo per rapporto tra incassi e metri quadri di negozio, ha chiuso il 2016 con 7,54 miliardi di euro di vendite, in crescita del 3,1% rispetto al 2015.
 
TRA LE attività promozionali, tra cui concorsi con montepremi milionari, compreso quello in corso che celebra i 60 anni del gruppo, e una diminuzione dei prezzi dell’1,1%, Esselunga lo scorso anno ha aumentato il bacino di clienti del 4,4% rispetto al 2015, anche a fronte delle chiusure di alcuni negozi. La spesa cambia e il presidio territoriale è una linea di sviluppo che va temperata con la conquista di quote nel digitale. Per questo la società, affidata al presidente Vincenzo Mariconda e all’amministratore delegato Carlo Salza, nomi scelti da Caprotti stesso, prosegue con le aperture di supermercati, cinque quest’anno, compreso il primo negozio a Roma, che inaugurerà sulla Prenestina il 5 aprile, ma affianca nuovi servizi. Come l’offerta 'Clicca & Vai', per ora circoscritta al solo negozio di Varedo, in provincia di Monza, dove i clienti possono ritirare fisicamente, senza costi aggiuntivi, la spesa ordinata qualche ora prima online. Il fatturato delle consegne a domicilio è ancora ridotto rispetto ai volumi della società da 23mila dipendenti, 158 milioni di euro per 1,35 milioni di consegne nel 2016, ma la concorrenza nel settore della spesa a casa è agguerrita, visto che oltre ai tradizionali operatori della gdo si affiancano i big della logistica, come Amazon. 
 
TANTO che quest’anno il gruppo della grande esse avvierà i lavori per un quarto centro logistico, nell’ex acciaieria Stefana di Ospitaletto, in provincia di Brescia. La partita più grande da giocare riguarda il futuro della società. Caprotti ha messo nero su bianco nel suo testamento il nome degli olandesi di Ahold come potenziale pretendente per le nozze con Esselunga, ma dopo la sua morte il processo di vendita del gruppo, che pareva a uno stadio avanzato, si è bloccato. Tocca alle due eredi di peso, la moglie Giuliana Albera e la figlia di seconde nozze, Marina, dire la loro sul futuro del gruppo, in quanto azioniste al 66,7% di Supermarkets Italiani, la holding che possiede Esselunga.