Domenica 14 Aprile 2024

Eni guida la transizione energetica. Investimenti per 27 miliardi in 4 anni

Otto miliardi da dismissioni e acquisizioni, dividendo in crescita del 6%. L’ad Descalzi: "Fondamentali più solidi"

Eni guida la transizione energetica. Investimenti per 27 miliardi in 4 anni

Claudio Descalzi, ad di Eni

Cogliere le opportunità della transizione energetica. Garantirsi una robusta crescita operativa. Potenziare la remunerazione degli azionisti. Il piano 2024-2027 di Eni è ambizioso ma pragmatico. E l’ad Claudio Descalzi è netto nel fissare i paletti. "La transizione – dice – è un cambiamento che non può vivere solo di aiuti e incentivi e di analisi e definizione dell’offerta, ma anche di domanda. E soprattutto la transizione deve vivere nel mercato. Se non diventa un business, un fatto imprenditoriale in cui si vuole investire, non si riesce. Deve produrre redditi e occupazione. Se pensiamo che debba essere fatta solo con sussidi dello Stato ci siamo sbagliati, perché sono nostre tasse, è un ciclo che atrofizza il sistema industriale, noi invece dobbiamo arricchirlo".

E lo stesso ha detto agli analisti. "Affrontiamo le sfide poste dalla transizione energetica – ha detto l’amministratore delegato – con la nostra strategia distintiva di crescita e creazione di valore, in grado di rispondere alle esigenze di sicurezza e competitività delle forniture energetiche, conseguendo nel contempo gli obiettivi di decarbonizzazione". "Stiamo aumentando significativamente la nostra generazione di cassa, anche attraverso la diversificazione delle fonti, la riduzione dei rischi e l’espansione in nuove aree di opportunità legate alla transizione. Grazie a queste azioni – ha concluso – stiamo rendendo Eni ancora più profittevole, meglio diversificata e con fondamentali più solidi, potenziando la remunerazione agli azionisti".

La società di Descalzi prevede investimenti netti 2024-2027 per 27 miliardi di euro, per una media annua di 7 miliardi, inferiori di oltre il 20% rispetto al piano dello scorso anno. Eni prevede di generare un cash flow prima del capitale circolante di circa 13,5 miliardi nel 2024 e di 62 miliardi nell’arco del piano quadriennale, in crescita del 30% a scenario costante. Prevede di realizzare 1,8 miliardi di riduzione dei costi corporate nell’arco del piano 2024-2027, in linea con le opportunità derivanti dallo sviluppo del modello satellitare.

Eni prevede di ottenere 8 miliardi nell’arco del piano 2024-2027 dal saldo tra acquisizioni e dimissioni. Nel piano la remunerazione degli azionisti di Eni è ulteriormente potenziata. Il gruppo intende distribuire tra il 30%-35% del flusso di cassa attraverso dividendi e buyback, in aumento rispetto al precedente 25%-30%. Il dividendo proposto da Eni per il 2024 è pari a 1 euro per azione, in aumento di oltre il 6%. La produzione upstream è prevista crescere a un tasso medio annuo del 3-4% fino al 2027, estendendo tale crescita di un ulteriore anno rispetto al Piano precedente.

Nel piano strategico si sottoline che Enilive, Plenitude e Versalis, insieme alla Carbon Capture Sequestration (CCS), rappresentano "un portafoglio di business per la transizione energetica con prospettive di forte crescita e creazione di valore". "A compimento del piano – ha detto Descalzi – Eni sarà una compagnia più forte dal punto di vista industriale e della redditività, con un portafoglio di business competitivi, in grado di continuare a crescere".

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