13 mag 2022

Energia da fonti rinnovabili: ecco tutti gli ostacoli alla transizione ecologica

Secondo l'Osservatorio sui conti pubblici, a bloccare gli impianti sono soprattutto la burocrazia e l'opposizione delle comunità locali

michele zaccardi
Economia
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Parco eolico in provincia di Avellino

Milano - Procedimenti intricati, interferenze tra enti diversi nell’iter autorizzativo, opposizione da parte delle comunità locali. Sono questi alcuni dei problemi che riguardano la costruzione degli impianti green. Risultato: in Italia è (quasi) impossibile aumentare la produzione di energia dalle fonti rinnovabili. Un esempio su tutti: tra il 2017 e il 2021 per l’eolico sono stati autorizzati soltanto 0,64 gigawatt (Gw) a fronte di richieste per progetti pari 20 Gw. Ma il caso più eclatante riguarda Taranto, dove ad aprile è stato inaugurato il primo parco eolico offshore italiano. Il progetto era stato avviato nel 2008 ed è stato ostacolato da vari enti pubblici, tra cui la Soprintendenza che lamentava l’impatto visivo dell’opera. Soltanto adesso, dopo 14 anni trascorsi tra autorizzazioni, dinieghi e ricorsi, è entrato finalmente in funzione. Certo, negli ultimi tempi qualcosa, sul fronte delle semplificazioni, si è mosso. Ma sembra ancora troppo poco, almeno secondo una nota dell’Osservatorio sui conti pubblici (Ocp). Per raggiungere l’obiettivo europeo che prevede per il 2030 una riduzione delle emissioni del 55% rispetto al livello del 1990, infatti, all’Italia occorre una produzione di 70 Gw da fonti rinnovabili, al momento ferma a 33 Gw. Considerato che negli ultimi sette anni sono stati installati impianti per 5,6 Gw, di questo passo ci vorranno 45 anni. Nel 2030, invece, “si raggiungerebbero solo 40 Gw”, scrive l’Ocp. Per non parlare della neutralità climatica, ovvero emissioni zero, prevista al 2050. Insomma, la colpa sembra essere in gran parte della burocrazia e delle normative, spesso stratificate, che frenano qualunque iniziativa nel settore delle rinnovabili. Il rischio è che i 70 miliardi di euro destinati alla transizione ecologica dal Pnrr (pari al 31% delle risorse totali) rimangano sulla carta. L’unico modo per evitare di restituire i fondi europei è sveltire gli iter burocratici. Secondo l’Ocp, i motivi che ...

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