FOTOGRAFIA, IMMAGINE A COLORI, VISTA ELEVATA, DALL' ALTO, CITTA', BUSINESS, AFFARI, TEL AVIV, ISRAELE, MEDIO ORIENTE, NESSUNO, EDIFICIO, ESTERNO DI UN EDIFICIO, ARCHITETTURA, ESTERNO, ALL' APERTO, CREPUSCOLO, ORIZZONTE, PANORAMA DI CITTA', MODERNO, GRATTACIELO, DISTRETTO FINANZIARIO, DESTINAZIONE DI VIAGGIO, ILLUMINATO,   NMR NPR
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Tel Aviv, 12 luglio 2016 - La nuova Silicon Valley si affaccia sul Mediterraneo, è Tel Aviv la terra promessa degli start upper di tutto il mondo. Città giovanissima (27 anni l'età media) e creativa, ospita oltre 1200 compagnie high tech ma, soprattutto, offre un ecosistema aperto e interconnesso dove le idee si contaminano, trovano capitali freschi e diventano business. Per questo Enel ha lanciato qui il suo hub per l'innovazione, in collaborazione con Sosa&The Junction, una delle maggiori community israeliane che ospita già una settantina di start up. Il luogo ideale "per capire dove va il futuro e trarne beneficio - spiega l'ad di Enel, Francesco Starace - perché l'innovazione non va governata ma capita, condizione fondamentale per sopravvivere ed essere competitivi".

Il colosso dell'energia non investirà direttamente nelle start up, ci penseranno i fondi di venture capital (internazionali e italiani, tra cui quello di Invitalia) con cui Enel ha stretto degli accordi, le selezionerà facendo da advisory tecnologico e le aiuterà a entrare nel mercato, a diventare un "modello di business replicabile e scalabile a livello mondiale" forte dei suoi 61 milioni di clienti. Tradotto: il peso del brand attirerà investimenti sulle start up, ne verranno selezionate 20 all'anno, che potranno contare su un supporto finanziario e industriale, ma anche avviare progetti pilota nei paesi in cui Enel è presente. A gestire il progetto sarà un Israeliano, Eran Levi, il manager che gestiva l'acceleratore di At&t. Altri due hub sono in arrivo tra quest'anno (in Usa) e  il prossimo (a Singapore).

Enel, che già ha partecipazioni in diverse start up e un programma di incubazione (Energy Start) in Brasile e in Cile, aveva messo piede in Israele un paio di anni fa e ha scoperto un'ecosistema incredibile. "Vogliamo far leva sui sogni e le ambizioni di questi giovani imprenditori affamati di innovazione e realizzazione - spiega Starace - che, abituati a vivere nel rischio e nella precarietà costante, ha imparato a fare sistema". Esattamente ciò che intendeva Steve Jobs quando ai giovani diceva 'Stay hungry, stay foolish', siate affamati e folli. Risultato? Attira capitali nell'ordine di 10 miliardi l'anno, cento volte di più di quelli investiti sulle start up italiane, mentre ogni euro che lo Stato investe ha una leva di 5-6.

In tutto questo Enel vuole fare da connettore, "senza esclusive o copyright" perché - spiega Ernesto Ciorra, direttore Innovazione e sostenibilità di Enel - "apriamo canali, nella consapevolezza che le idee non arrivano solo dall'interno: qui è come un viaggio nel tempo, vediamo come sarà l'Italia tra dieci anni".