La partita Open Fiber (nella foto l’ad Elisabetta Ripa) si sblocca. Il cda di Cassa Depositi e Prestiti ha dato il via libera e Cdp Equity presentera un’offerta ad Enel per l’acquisizione di una partecipazione del 10% di Open Fiber. Ora la palla passa a Enel che riunirà il cda, nelle intenzioni già oggi, per deliberare...

La partita Open Fiber (nella foto l’ad Elisabetta Ripa) si sblocca. Il cda di Cassa Depositi e Prestiti ha dato il via libera e Cdp Equity presentera un’offerta ad Enel per l’acquisizione di una partecipazione del 10% di Open Fiber. Ora la palla passa a Enel che riunirà il cda, nelle intenzioni già oggi, per deliberare sull’offerta del fondo Macquarie e la cessione del restante 40% di Open Fiber. La prima reazione della Borsa è stata quella di spingere il titolo Tim (+3,92% a 0,45 euro) perché il mercato ha visto muoversi finalmente qualcosa sulle tlc. Il Governo Draghi ha messo l’infrastruttura digitale al centro della sua agenda e ha aumentato a 6,3 miliardi la quantità di fondi per la diffusione della banda ultralarga e per il 5G.

Sulla rete non ha esplicitamente chiuso le porte al progetto di rete unificata ma in tutti gli interventi i ministri sono sembrati freddi e hanno ribadito come punti fermi la neutralità tecnologica e il contesto competitivo. Si è parlato di ‘piano B’ puntando non solo sulla fibra pur di arrivare a portare 100 giga a tutti entro il 2026 e nelle ultime settimane si è fatta strada, soprattutto sui tavoli della politica più che su quelli tecnici, l’ipotesi di un consorzio a base pubblica. Nel frattempo FiberCop, il coinvestimento tra Tim, Kkr e Fastweb ha cominciato ad operare e secondo alcuni il suo modello potrebbe essere replicato. Il riassetto di Open Fiber è comunque un segnale che la partita è in una fase caldissima. Al massimo entro domenica, Enel delibererà la cessione della sua quota, il 10% a Cdp e il 40% agli australiani di Macquarie: a quel punto dovrebbe partire la notifica dell’operazione all’Antitrust europeo.