Lo stabilimento Eurosuole alla ripresa delle attivitè. Nel tondo, l’amministratore Germano Ercoli
Lo stabilimento Eurosuole alla ripresa delle attivitè. Nel tondo, l’amministratore Germano Ercoli

"A decidere sull’emergenza virus non deve essere solo il Comitato scientifico, ad esso bisogna affiancare anche un Comitato economico!" Germano Ercoli (nella foto), amministratore unico di Eurosuole e Goldenplast, lancia l’appello a Mario Morgoni (PD) e Francesco Acquaroli (FdI), parlamentari marchigiani, e li invita a portare sul tavolo del presidente Conte la sua proposta: "Lottare per la salute è necessario – dice –, ma lo è anche al lavoro futuro".

Ercoli non parla solo per le sue aziende, ma per il vasto mondo delle piccole e medie imprese, tessuto principale della regione: "Rischiano il naufragio – , ammonisce –, e sarebbe il naufragio di tante famiglie, una mortificazione per chi ha dato tutto per creare occupazione e benessere. Anche Papa Francesco ha detto che ogni uomo va gratificato della dignità del lavoro, riflettiamoci sopra".

Preoccupazione per la Goldenplast?

"Anche per Eurosuole, ma visto che ha citato Goldenplast, parliamone: è stata creata dal nulla nel 1994 e in 26 anni è cresciuta in modo esponenziale".

Che cosa produce?

"Oggi Goldenplast ha sei linee produttive per i granuli termoplastici (TR) destinati allo stampaggio di suole per calzature, allo stampaggio dei dopo-sci e stivali anti-pioggia, e all’intasamento dei campi di calcio in erba sintetica. C’è poi una linea per il poliuretano termoplastico (TPU), molto usato dalle grandi firme della moda".

Di che volumi e di quale fatturato stiamo parlando?

"Parliamo di una produzione di 17 mila tonnellate all’anno per un fatturato che nel 2019 è stato di 43 milioni di euro con un risultato economico di 4,8 milioni. Oggi stiamo valutando anche l’ipotesi di produrre prodotti medicali. Un’azienda sana, un know-how eccezionale e capitali consolidati, che esporta il 65 per cento del prodotto. Un gioiello per qualità, immagine, prezzi e guadagni"

Un gioiello che è a rischio...

"Il virus sta massacrando l’intera filiera della calzatura, chiudono negozi e grandi distribuzioni; è serio dunque il rischio di svilire un patrimonio aziendale faticosamente costruito. Per un imprenditore come il sottoscritto, che non ha mai fatto una vacanza nei decantati Eldorado del mondo, non ha avuto sostegni dallo Stato nè mai si è indebitato con le banche, sarebbe una umiliazione, una grande mortificazione".

La soluzione?

"Passa per la politica. A decidere, però, non devono essere solo gli scienziati di Conte ma anche chi rappresenta il mondo economico. Nasce da qui l’appello ai nostri parlamentari! Raccogliete la voce delle imprese, la salute è una gran cosa ma non possiamo fermare le attività".

Finanziando le aziende in apnea?

"Risarcirle è il termine giusto. Se uno perde 13 milioni di fatturato in due mesi, è doveroso restituirgli almeno la metà. Salvarle significa salvare lavoro e famiglie. So di aziende che stanno pensando di chiudere, significherebbe disoccupazione e nuove povertà. Lo Stato, che ha solo ricevuto, oggi deve dare sostegno. La Goldenplast, tanto per restare in tema, a giugno verserà 1,7 milioni di tasse, Eurosuole 700 mila, altre imprese quote diverse. Questo non si può ignorare, oppure eviteremo di pagare tenendo l’importo come acconto. Emanare DPCM a senso unico e in assenza di chi produce è un’offesa, e crea assurde disparità tra chi ha una paga fissa ed è tranquillo, e chi non ha paga e perde tutto".

Manufatturiero alla deriva?

"Questo è il rischio. Il Made in Italy va difeso, l’orgoglio marchigiano non umiliato".

E Confindustria?

"Ha subito un’involuzione, soprattutto a livello centrale. Confido nel nuovo".