Oltre ai conti, c’è bisogno di cuore. Per Claudio Levorato (in alto a sinistra), 71 anni, presidente di Manutencoop, la holding che detiene il 100 per cento del gruppo Rekeep, si tratta di uno dei valori fondamentali. Il principale operatore italiano dell’Integrated facility management con sede a Zola Predosa (Bologna) ha 27mila dipendenti in Europa e 17mila in Italia, con un fatturato 2019 di un miliardo di euro.

"L’emergenza Covid-19 ha dimostrato la grande forza della nostra gente. Penso a Romina, responsabile dell’Igiene dell’ospedale Bellaria di Bologna, e a Valerio. Un ex rugbista, oggi idraulico. In pochissimo tempo, ha steso tutti i tubi della stessa struttura sanitaria dedicata ai malati di Coronavirus senza neanche fermarsi a mangiare un panino per pranzo. I medici e gli infermieri sono eroi, ma in quanto a generosità lo sono anche i nostri lavoratori in prima linea".

L’emergenza ha travolto tutti i settori economici. Voi fate pulizie, sanificazione e manutenzione negli ospedali: com’è stato questo periodo?

"Le aziende del gruppo lavorano per oltre il 60% per la sanità con vari servizi: pulizie, manutenzione, gestione energia, impianti, trasporto interno di pazienti... Siamo stati travolti anche noi dal virus e in questi mesi più della metà del volume di affari riguarda l’emergenza. Lo stesso vale per il personale: dove possibile è stato dirottato in mansioni inerenti il Covid-19. Sono seimila, infatti, i nostri dipendenti impiegati nel settore sanitario".

Insomma, lavorate il doppio?

"Marzo è stato cruciale. In Emilia-Romagna, ad esempio, abbiamo raddoppiato le attività fatte coi protocolli anti-infettivi. In particolare, le disinfezioni. Le abbiamo sempre fatte, ma con il virus abbiamo dovuto applicare ad interi ospedali procedure e dpi di norma utilizzati in aree ridotte, come le sale operatorie".

Come avete fatto a rispondere a queste necessità?

"In pochissimi giorni abbiamo fatto la formazione alle persone, anche a chi, prima, lavorava in altri settori, trasferendo ad esempio i dipendenti impiegati per la sanificazione di mezzi pubblici o centri commerciali, in ambito sanitario".

Quali sono le prime regole per lavorare in ambienti a rischio contagio?

"In primis, abbiamo spiegato come vestirsi e svestirsi all’entrata e dell’uscita dal reparto Covid. I nostri dipendenti hanno gli stessi dispositivi di protezione di medici e infermieri: mascherine, tute, camici, calzari, guanti. Quando ci si mette e ci si toglie tutto questo armamentario non si possono fare errori o si corrono rischi".

Le ultime stime danno il settore della sanificazione in crescita del 50%. Che cosa vi aspettate dal mercato?

"Non so se ci sarà questa crescita. La nostra trimestrale sarà a metà maggio, ma i risultati solo parzialmente renderanno conto del Covid. Ma è difficile fare stime. Se in ambito sanitario abbiamo lavorato come dannati, non è andata nello stesso modo, ad esempio, nei trasporti. Non posso ancora dire se l’impennata di un comparto possa compensare i mancati introiti di un altro".

Come sarà la fase due che parte oggi?

"Intanto, speriamo che la situazione sanitaria si risolva. Quanto al nostro lavoro, credo ci saranno grandi cambiamenti. I servizi di igiene, non solo per gli ospedali, ma anche per le fabbriche, gli uffici, verranno fortemente potenziati. Non ci si accontenterà di pavimenti lucidi, ma verrà richiesta la sanificazione dei luoghi di lavoro e di aggregazione. E per gli impianti di condizionamento, aumenterà la richiesta di manutenzione".

Avremo ambienti di lavoro più salubri, quindi?

"Sì. Se penso agli uffici pubblici e pulizie fatte solo due o tre volte alla settimana, prevedo una rivoluzione".

Ci saranno tecniche e prodotti nuovi per sanificare gli ambienti?

"Anche noi abbiamo una task force! Si tratta di un gruppo tecnico che studia nuovi prodotti per la disinfezione e la sanificazione, verificherà quali saranno le migliori tecnologie da utilizzare nei diversi ambienti: dai raggi Uv all’ozono, fino agli ioni d’argento accanto ai disinfettanti già utilizzati e di efficacia certa a base di perossido d’idrogeno, alcool, cloro. Essendo il maggior operatore del settore, faremo da apripista".

Voi lavorate anche col trasporto pubblico. Che cosa cambierà?

"Per i bus si andrà, come sui treni, verso una sanificazione continua. Anche durante il percorso. Sarà dura, ma si farà".