Una capsula della Space X. Il 22 aprile è previsto un lancio con quattro astronauti
Una capsula della Space X. Il 22 aprile è previsto un lancio con quattro astronauti
Di nuovo alla conquista della luna, ma questa volta, in omaggio ai tempi, grazie agli investitori privati. La Nasa ha infatti selezionato il progetto della SpaceX di Elon Musk, con la quale ha firmato un contratto da 2,8 miliardi di dollari, per tornare sul nostro satellite. Con un traguardo in più da tagliare per l’occasione: portare la prima donna sulla luna. Sembra uscito da un fumetto di fantascienza degli anni ‘50, il veicolo destinato a compiere l’impresa, a oltre mezzo secolo dalle missioni Apollo, ed è costruito da un’azienda privata. La notizia arriva a pochi giorni dal lancio...

Di nuovo alla conquista della luna, ma questa volta, in omaggio ai tempi, grazie agli investitori privati. La Nasa ha infatti selezionato il progetto della SpaceX di Elon Musk, con la quale ha firmato un contratto da 2,8 miliardi di dollari, per tornare sul nostro satellite. Con un traguardo in più da tagliare per l’occasione: portare la prima donna sulla luna. Sembra uscito da un fumetto di fantascienza degli anni ‘50, il veicolo destinato a compiere l’impresa, a oltre mezzo secolo dalle missioni Apollo, ed è costruito da un’azienda privata.

La notizia arriva a pochi giorni dal lancio della seconda capsula Crew Dragon della SpaceX in "servizio di linea" con la stazione spaziale, il cui lancio è previsto il 22 aprile e sulla quale viaggeranno quattro astronauti, fra i quali il primo europeo a volare su una capsula privata, il francese Thomas Pesquet dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Dopo essere diventati protagonisti delle missioni nell’orbita terrestre e avere restituito agli Stati Uniti la capacità di far volare i loro astronauti, i privati sono pronti al grande passo verso il suolo lunare.

Con la SpaceX erano in gara la Blue Origin di Jeff Bezos e la Dynetics e alla fine l’agenzia spaziale americana ha selezionato l’azienda di Elon Musk per portare il primo veicolo commerciale sul suolo lunare (lander).

Il contratto è stato firmato nell’ambito del programma Artemis, che punta al ritorno sulla luna per il 2024. L’arrivo della prima donna, osserva la Nasa, sarà solo il primo passo verso un cambiamento che prevede di portare presto sulla superficie del nostro satellite anche la prima persona di colore.

Il ritorno alla luna si arricchisce così di un nuovo tassello, mentre il programma Artemis continua ad attirare interessi e collaborazioni a livello internazionale, per esempio con l’Esa, ed è molto forte anche il coinvolgimento diretto dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dell’industria del nostro paese, con Leonardo e Thales Alenia Space (Thales-Leonardo).

Il programma Artemis prevede che a portare quattro astronauti nell’orbita lunare sarà il nuovo grande lanciatore della Nasa, lo Space Launch System (Sls) sul quale sarà integrata la capsula Orion. Una volta in orbita intorno alla luna, due degli astronauti lasceranno Orion per trasferirsi nel lander della SpaceX, lo Human Landing System (Hls) che dopo oltre mezzo secolo dall’ultima missione del programma Apollo porterà di nuovo un essere umano sul suolo lunare.

Secondo i piani della Nasa questa prima missione prevede che gli astronauti restino sulla luna per una settimana, dopodiché il lander li riporterà a bordo di Orion, dove raggiungeranno i colleghi per tornare sulla Terra.

Gli ultimi astronauti a toccare il suolo lunare furono quelli di Apollo 17, l’11 dicembre del 1972: il comandante Eugene Cernan e il pilota del Lem Harrison Schmitt, unico scienziato ad averlo potuto fare. Cernan e Schmitt rimasero sulla luna tre giorni e usarono un Rover per gli spostamenti sulla superficie in selenite.