di Daniele Monaco

Dai condizionatori ai pc, dai televisori alle lavatrici, fino a smartphone, lampadine e neon: 200 milioni di apparecchiature elettriche ed elettroniche non più funzionanti o inutilizzate, otto pezzi a famiglia in media, covano nelle case degli italiani prima di diventare rifiuti Raee, non sempre smaltiti correttamente. Ogni anno abitazioni e imprese di tutto il mondo ne generano 54 milioni di tonnellate, di cui 44 milioni si disperdono in flussi sommersi o paralleli con pericolo per l’ambiente e la salute dell’uomo.

Solo 10 milioni di tonnellate vengono correttamente raccolte e trattate. Uno sforzo al quale, nel nostro paese, partecipa anche Erion, il sistema multi-consorzio che nel 2020 ha gestito 300mila tonnellate di e-waste, pari al peso di 41 torri Eiffel. Il risultato è un aumento del 4% rispetto al dato 2019 congiunto di Ecodom e Remedia, dalla cui unione nel 2020 è nato Erion, in rappresentanza di 2.400 aziende del settore hi-tech e dell’elettronica di consumo, garantendone l’impegno verso l’ambiente, l’economia circolare, la ricerca e l’innovazione tecnologica.

"La fusione è stata una scelta vincente – secondo Giorgio Arienti (nella foto a destra), direttore generale di Erion Weee, una delle quattro realtà del sistema che garantisce e sostiene l’adesione alle norme di legge sui Raee (d.lgs. 492014) –. I dati sono ancora più significativi alla luce del blocco quasi totale della filiera dei rifiuti elettronici, causato della pandemia Covid-19, che Erion ha colmato nel secondo semestre 2020, con risultati maggiori rispetto alle 290mila tonnellate del 2019". Risultati 2020 che sono la somma dell’attività di Ecodom-Remedia fino a settembre e di Erion da ottobre in poi.

I Raee domestici sono stati la principale tipologia trattata, 260mila tonnellate, costituita dai "grandi bianchi" (43%), "freddo e clima" (30%), tv e monitor (17%), piccoli elettrodomestici (10%) e sorgenti luminose. Da questi, il tasso di riciclo di materie prime seconde è stato dell’89% (230mila tonnellate), buona parte costituite da 133mila tonnellate di ferro, pari a 294 treni Freccia Rossa; 5mila tonnellate di alluminio, pari a 6 milioni di caffettiere; 35mila tonnellate di plastica e 6mila tonnellate di rame. Riciclati anche cemento (contrappeso in lavatrici e asciugatrici), vetro e altri materiali come poliuretano, olii, legno, toner, metalli non ferrosi, carta.

Risparmiato così l’impiego di 420 milioni di kWh di energia elettrica, pari ai consumi domestici di una città come Bologna in un anno ed evitata l’emissione di 1,7 tonnellate di Co2 nell’atmosfera. La maggiore quantità è stata trattata in Lombardia (45.051 t.), Emilia-Romagna (26.077 t.) e Veneto (23.682 t.). Oltre quota 20mila tonnellate anche Lazio (23.449 t.) e Toscana (21.625 t.).

La rimanenti 40mila tonnellate di Raee sono suddivise fra i consorzi Erion Professional ed Erion Energy (il quarto è Erion Packaging): strumenti medicali, banchi-frigo, bancomat, distributori automatici, lavatrici industriali, impegnano 9.500 tonnellate; pile e accumulatori 29.600 tonnellate. L’operatività logistica e il trattamento sono assicurati dai partner di filiera selezionati da Tsr, main contractor del consorzio.