Il presidente di El Salvador Nayib Bukele, 40 anni, ha pubblicato questa foto su Twitter. Gli occhi “laser“ nelle immagini sono un tratto distintivo dei “bitcoiner“
Il presidente di El Salvador Nayib Bukele, 40 anni, ha pubblicato questa foto su Twitter. Gli occhi “laser“ nelle immagini sono un tratto distintivo dei “bitcoiner“
di Remy Morandi "Allora, quanti soldi devo ritirare oggi allo sportello? Devo fare la spesa, un Bitcoin può bastare". Diario dal futuro? No, è la realtà a El Salvador, un piccolo Paese dell’America centrale che potrebbe dare inizio a quella che molti analisti considerano una vera e propria rivoluzione monetaria. Che cosa succede a El Salvador? Lo Stato è il primo al mondo a dare corso legale al Bitcoin e a rendere la criptovaluta una moneta (digitale) alternativa al dollaro. Non sarà una delle più importanti economie al mondo, ma quella di El Salvador ha di fatto dato una significativa accelerata...

di Remy Morandi

"Allora, quanti soldi devo ritirare oggi allo sportello? Devo fare la spesa, un Bitcoin può bastare". Diario dal futuro? No, è la realtà a El Salvador, un piccolo Paese dell’America centrale che potrebbe dare inizio a quella che molti analisti considerano una vera e propria rivoluzione monetaria. Che cosa succede a El Salvador? Lo Stato è il primo al mondo a dare corso legale al Bitcoin e a rendere la criptovaluta una moneta (digitale) alternativa al dollaro. Non sarà una delle più importanti economie al mondo, ma quella di El Salvador ha di fatto dato una significativa accelerata all’istituzionalizzazione delle criptovalute nei sistemi finanziari nazionali.

In questi giorni nel Paese stanno spuntando centinaia di sportelli automatici Atm che permetteranno ai cittadini di convertire i dollari in Bitcoin (e viceversa). Ogni salvadoregno potrà disporre di un proprio portafoglio digitale con cui potrà pagare in Bitcoin negli esercizi commerciali. L’iniziativa, promossa dal presidente 40enne Nayib Bukele, è nata in seguito all’emanazione lo scorso 9 giugno della cosiddetta “Ley Bitcoin”, che entrerà in vigore domani.

Il governo ha creato un fondo da 150 milioni di dollari per sostenere il progetto e ha previsto un incentivo da 30 dollari per tutti i cittadini che vorranno convertire il proprio denaro in criptovalute. Il servizio non è obbligatorio. "Dal 7 settembre – ha spiegato il presidente Bukele – le persone potranno scaricare un’app per ricevere pagamenti o regali in Bitcoin o in dollari. Se vogliono, lo potranno scaricare. Se non vogliono, non lo faranno". Una precisazione resasi necessaria visto che le opposizioni nel governo di El Salvador avevano provato a far muro contro la “ley Bitcoin“.

Con l’emanazione della legge comunque El Salvador ha dato una forte spinta all’istituzionalizzazione della criptomoneta. E non è l’unico Paese. Negli Stati Uniti la United Wholesale Mort ha iniziato ad accettare il Bitcoin come pagamento per i prestiti ipotecari. Il gruppo è il secondo più grande erogatore di mutui di tutta l’America. Tornando in Europa, molti Stati hanno iniziato a depositare nelle proprie tesorerie ingenti quantità di criptovalute. Secondo Bitcointreasuries la Bulgaria ha depositato 7,6 miliardi di dollari in Bitcoin nelle proprie casse, mentre l’Ucraina 1,7 miliardi.

Nonostante ciò, è però ancora presto perché si possa considerare il Bitcoin una valuta con lo stesso peso del dollaro Usa o dell’Euro. Le banche centrali dovrebbero garantire sempre la possibilità di convertire le monete reali in criptovalute, e viceversa. E tornando a El Salvador, affinché la stessa moneta abbia lo stesso corso legale del dollaro Usa, nessuno potrebbe rifiutarsi di accettare pagamenti in Bitcoin. Ma questo non è previsto nel piccolo Stato centroamericano, dove non vige l’obbligo del portafoglio digitale. Comunque, un grande passo in avanti è stato fatto. Ricordiamo solo ai salvadoregni che dovessero andare a ritirare contanti allo sportello che un Bitcoin, al cambio attuale, si aggira intorno ai 51mila dollari. Basta e avanza per fare la spesa.