di Andrea Ropa

Una grande opportunità per accedere ai contributi pubblici. Così le imprese vedono il Recovery Fund, attraverso il quale il ricorso ai finanziamenti – a fondo perduto o a condizioni più favorevoli di quelle di mercato – potrà diventare strutturale. A guidarle in questo percorso è Innova Finance, società di consulenza specializzata in finanza agevolata che, con un team di 80 persone, supporta le aziende nella ricerca di finanziamenti per sostenere investimenti o recuperare costi.

Tra fondi comunitari, nazionali e regionali, il Covid-19 sta cambiando la domanda delle imprese che vogliono accedere alla finanza agevolata. Dopo lo choc del lockdown, le principali esigenze riguardano la liquidità, anche a prescindere dalle effettive condizioni di cassa, il sostegno a una ripartenza che garantisca la piena sicurezza sul posto di lavoro di dipendenti e collaboratori, la necessità di intercettare risorse per sostenere nuove politiche commerciali e di internazionalizzazione e per digitalizzare i processi produttivi. Ma l’emergenza sanitaria globale sta accentuando anche le differenze tra ‘aziende locomotive’, che guidano interi settori assegnando un ruolo di primo piano all’innovazione di processo e di prodotto, e le ‘aziende vagoni’, che operano prevalentemente nella filiera della subfornitura e che procedono a rimorchio.

"Il quadro è complicato dal fatto che la crisi è globale, con tanti mercati in difficoltà, a partire da quello strategico degli Stati Uniti – spiega Pier Giorgio Zuffi (nella foto in basso), direttore commerciale di Innova Finance –. Ma in questo contesto le ‘aziende locomotive’ cercano nuove risorse per continuare a investire sull’innovazione, tentando al contempo di adeguarsi alle condizioni imposte dall’emergenza. Mentre per le ‘aziende vagoni’ resta uno sforzo da compiere che riguarda il tentativo di sfruttare le agevolazioni come effetto incentivante. Oggi, però, le richieste di contributo stanno assumendo sempre più un carattere strutturale. E mai come ora le opportunità di accedere a finanziamenti si sono moltiplicate, sia a livello nazionale sia a livello comunitario. Si va dal decreto Liquidità alle misure di incentivi varate dall’Europa. Per arrivare all’accordo sul Recovery Fund, che avrà ricadute importanti".

In generale, sia prima della pandemia sia dopo, le richieste di finanziamento delle imprese restano raggruppabili in due grandi macro categorie: per l’acquisto di nuovi impianti e macchinari e per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo. Ma l’era del Covid-19 ha visto crollare del 40%, rispetto al 2019, la domanda di fondi per sostenere l’attività dei centri R&S. In decisa crescita, invece gli investimenti sulla digitalizzazione dei processi produttivi – in corsa con un incremento del 70% –, sulle politiche di internazionalizzazione (crescono del 30%) e sull’efficienza energetica (anche in questo caso un balzo del 30%). Il boom dell’offerta di bandi per favorire la ripartenza economica spinge anche la ricerca di risorse per garantire la sicurezza sanitaria sul luogo di lavoro: la richiesta ha raggiunto l’11% del totale.

Oggi la differenza nella capacità di intercettare risorse non è solo data dagli obiettivi di sviluppo supportati dagli investimenti sull’innovazione: entra in gioco anche l’abilità di valutare l’impatto sul territorio, a partire da quello sull’occupazione. Ma la finanza agevolata, anche nella crisi globale, non è una riserva di caccia aperta a tutti. Aldilà delle dimensioni aziendali, vincono le aziende che hanno saputo diversificare i mercati e internazionalizzarsi, che investono su ricerca e sviluppo e su brevetti, che hanno piena consapevolezza del valore della proprietà intellettuale. "Alle altre, quelle che restano ai margini del grande circuito della finanza agevolata – conclude Zuffi –, bisogna far comprendere che l’innovazione è la strada da percorrere per realizzare prodotti sempre più performanti e competitivi".