4 apr 2022

Oro e materie prime: torna l’interesse degli investitori

PRIMA gli effetti della ripresa post Covid e poi quelli del conflitto in Ucraina. Il risultato è stato, ed è ancora, la corsa dei prezzi delle commodities. Materie prime energetiche come gas e petrolio, ma anche alimentari come grano, frumento e mais senza dimenticare i metalli, dal palladio all’alluminio, e il ritorno d’interesse sul classico bene rifugio rappresentato dall’oro. Così, nell’ottava settimana di YouFinance Investi Bene non poteva non esserci in calendario uno spazio dedicato alle materie prime. Giovedì 7 aprile dalle 16 alle 16 e 45, infatti, è in programma il webinar su "Commodities’ back, le materie prime sono tornate in primo piano. Se, come e con quali strumenti tradarle". Un approfondimento in collaborazione con Directa Sim, iBroker, Vontobel e che avrà come relatori Gabriele Bellelli, trader ed educatore finanziario indipendente; Eugenio Sartorelli, trader e analista, membro del Comitato scientifico Siat; Stefano Bargiacchi, trader e formatore; Antonio (Tony) Cioli Puviani, trader indipendente e Ascanio Strinati (nella foto), Ceo di IT Cup.

"L’interesse verso le materie prime – spiega Strinati – aveva avuto, con un vero e proprio boom del trading, un momento d’oro a metà anni Duemila, diciamo dal 2003 fino alla crisi finanziaria del 2008 e poi le commodities erano state un po’ messe da parte con l’attenzione degli operatori rivolta, seguendo le mode anche dei mercati, prima verso Forex e valute e poi verso le criptovalute".

Adesso?

"Sono tornate di moda con gli effetti della pandemia sui mercati, quindi la carenza di offerta rispetto alla domanda, la corsa dei prezzi di petrolio e gas che hanno portato alla ripresa dell’inflazione e, da non dimenticare, i profondi cambiamenti della logistica. Tutti fenomeni acuiti dal conflitto in Ucraina".

Che cosa verrà spiegato nel webinar?

"La situazione e l’andamento dei mercati delle commodities e ovviamente tutti gli strumenti, dai futures alle opzioni, dagli Etc ai certificati, oggi disponibili per investire nelle materie prime, sia con l’ottica di breve periodo e più speculativa del trading, sia in quella più a medio termine del piccolo risparmiatore. Sapendo che un asset come le commodities dovrebbe far parte di portafogli equilibrati e diversificati insieme con bond governativi e corporate, azioni e magari una piccola quota di criptovalute".

Per le materie prime, o meglio chi ci ha investito, aggiunge Cioli Puviani "è stato un anno d’oro, anche se ovviamente l’aumento dei prezzi, a cominciare da quelli del petrolio e del gas naturale, ha effetti negativi sull’economia, sulle imprese e sulle famiglie che, non potendo rinunciare a spese rigide come il pieno dell’auto, sono costrette a ridurre i consumi e per questo prevedo una seconda metà del 2022 di stagflazione".

Ma che cosa ha spinto la corsa dei prezzi delle materie prime, a partire da quelle energetiche?

"Una serie di fenomeni che hanno determinato, con la pandemia, un’offerta inferiore alla domanda . La troppa fretta per esempio della transizione energetica con l’energia green non ancora in grado di sostituire quella fossile. Una situazione aggravata dal conflitto in Ucraina tenendo conto che la Russia è il secondo produttore mondiale di greggio e che l’Europa dipende da Mosca per il 44% di fabbisogno del gas".

Achille Perego

© Riproduzione riservata

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