Federico Mollicone, 50 anni, è deputato di Fratelli d’Italia dal 23 marzo del 2018
Federico Mollicone, 50 anni, è deputato di Fratelli d’Italia dal 23 marzo del 2018
Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato due emendamenti al Milleproroghe che spostano di due anni l’entrata in vigore del graduale azzeramento dei contributi alla stampa previsto con la manovra per il 2019. Sono stati stanziati, inoltre, ulteriori fondi per Radio Radicale per l’anno 2021. Per Fratelli d’Italia aver rinviato i tagli...

Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato due emendamenti al Milleproroghe che spostano di due anni l’entrata in vigore del graduale azzeramento dei contributi alla stampa previsto con la manovra per il 2019. Sono stati stanziati, inoltre, ulteriori fondi per Radio Radicale per l’anno 2021.

Per Fratelli d’Italia aver rinviato i tagli all’editoria costituisce "una bella pagina della storia parlamentare". A dichiararlo in aula è il capogruppo in commissione Editoria di Fd’I, il deputato Federico Mollicone, che sottolinea: "Fratelli d’Italia si dimostra ancora una volta al fianco della categoria dell’editoria nazionale", a differenza "di una parte dell’attuale maggioranza" che invece ha fatto di tutto per cercare di privare i giornali di fondi e contributi. Il deputato Mollicone non lo dichiara esplicitamente, ma il riferimento è al Movimento 5 Stelle e al capo politico dei grillini Vito Crimi che nel 2019 chiosò: "Basta con i contributi diretti. Serve un nuovo modello per il settore, ma non per farlo bivaccare".

Il deputato di Fratelli d’Italia prosegue poi ringraziando i colleghi di maggioranza "come Filippo Sensi (deputato dal 2018 del Partito Democratico, ndr), che si sono battuti per il pluralismo e la libertà d’opinione".

Adesso, sottolinea in conclusione Mollicone, non rimane altro che sapere a chi verrà affidata la delega all’editoria, "soprattutto in vista della necessità di maggiori investimenti e della pianificazione della destinazione dei fondi del Recovery Fund, di cui l’editoria, purtroppo, è solo un inciso".

Esulta, infine, anche l’Fnsi, la Federazione nazionale della Stampa italiana. "L’aver messo in sicurezza i contributi (...) consente di salvare il vulnus che si era creato con il taglio progressivo dei finanziamenti, approvato con la legge di bilancio 2019". Così Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione.

red.eco.