Andrea Martella, sottosegretario all'Editoria (Ansa)
Andrea Martella, sottosegretario all'Editoria (Ansa)

Roma, 4 ottobre 2019 - Andrea Martella, sottosegretario all’Editoria presso la presidenza del Consiglio, batte il servizio, Andrea Riffeser Monti, presidente della Fieg, rimette la palla in campo. Dritto e rovescio, battuta e risposta con in palio non una coppa ma il futuro dell’informazione. Un confronto utile e serrato è andato in scena ieri mattina, nell’ambito del Festival delle Città, organizzato dall’Associazione dei comuni italiani Ali: si è partiti dal legame tra il mondo della carta stampata e i territori per allargare il campo a temi di stretta attualità che coinvolgono il mondo dell’informazione (copyright, fake news, web tax)

Martella, esponente di primo piano del Pd di Zingaretti, tratteggia con puntualità le linee del suo programma. "Il mondo dell’informazione, nelle sue varie forme – ricorda –, rappresenta il collante di una comunità e la cosa ha molto a che fare con il concetto di democrazia". Ecco perché, di fronte alla crisi che il settore sta attraversando da tempo, lo Stato (attraverso il governo) non può non dare il suo contributo: un fallimento del settore dell’informazione sarebbe "il fallimento della democrazia".

Martella difende anche l’importanza di edicole e librerie, che "devono ricevere un sostegno adeguato" e marca la differenza con il precedente governo: "Credo di stare instaurando un clima diverso, di dialogo. Nelle prossime settimane riunirò tavoli con tutti i soggetti interessati all’informazione con iniziative concrete già in questa legge di bilancio". Il sostegno all’informazione – chiarisce – "non è un sussidio uguale agli altri". Infatti, dal punto di vista concreto, Martella non ha dubbi: "Il finanziamento statale per il fondo sul pluralismo dovrà essere mantenuto, considerando le difficoltà del mercato". Il sottosegretario declina gli aiuti sotto forma di "sostegno diretto, indiretto, sostegno alla domanda, allargamento degli incentivi fiscali agli inserzionisti, ulteriori sostegni agli abbonamenti cartacei e digitali". Martella ricorda anche che "nell’agenda Ue c’è la Web tax: parte del gettito può andare all’editoria".
 
Andrea Riffeser Monti, presidente di Poligrafici Editoriale e della Fieg, risponde positivamente alle aperture di Martella. Innanzitutto, ringrazia Ricci, promotore di Ali, per essere stato "uno dei tanti sindaci che ha firmato l’iniziativa Fieg-Anci per aiutare gli edicolanti e i Comuni", poi ricorda la legge sull’Educazione civica, promossa sempre da Fieg e Anci. Riffeser rivendica anche la scelta dei suoi giornali di rispettare una speciale par condicio in ogni campagna elettorale come segnale di imparzialità. Infine, sottolinea come non sia vero che in Italia non si leggano più giornali, "anzi il dato dei lettori è in aumento". 
 
"Il problema – spiega – è che i giornali vengono letti gratis, al bar o negli hotel. È una stortura su cui intervenire: è un problema di sopravvivenza economica". Così come va affrontato, per Riffeser, il tema copyright: "Ci sono Paesi che hanno adottato la normativa Ue come la Francia ma non sanno come affrontare il problema" perché "la Ue deve quantificare la remunerazione dei nostri articoli su Internet e se non interviene il Parlamento Ue noi editori siamo indifesi". Infine, da parte del presidente degli editori, l’elogio ai giornalisti: "Nelle redazioni fanno miracoli, devono impaginare in cinque minuti, scegliere una foto, fare un titolo e spesso non hanno il tempo di riflettere". 



"Gli errori spesso non sono colpa dei giornalisti ma della fretta – spiega –. Per difendere la qualità dell’informazione, dobbiamo avere inviati per verificare le notizie, ma nelle redazioni ci sono poche persone perché abbiamo dovuto fare delle ristrutturazioni negli ultimi dieci anni". Però, conclude, "qualità e credibilità le difendiamo".