Alberto Di Giovanni, Massimo Martellini e Gianni Paolucci
Alberto Di Giovanni, Massimo Martellini e Gianni Paolucci

Bologna, 18 giugno 2019 - Un mercato che continua a restare difficile e sfidante, tanto per le conseguenze di un anno di rivolgimenti politici quanto per i mutamenti tecnici ormai diventati sistema, ma anche le luci delle nuove idee, sostenute da una domanda di notizie ancora alta. È servita a fare il punto sullo stato di salute dell’editoria e della pubblicità editoriale italiane, oltre che a parlare diffusamente di orizzonti e bisogni futuri del settore, l’edizione 2019 di Ediland Meeting, l’appuntamento annuale per addetti ai lavori organizzato da Asig, Fieg e Osservatorio Quotidiani ‘Carlo Lombardi’  a Bologna. E i numeri, oltre che di una confortante stabilizzazione del calo delle vendite dei quotidiani, ora ferma al 5% annuo contro il 15% dei giorni più neri della crisi, raccontano un mondo che cambia sempre più in profondità. 

Una panoramica sull’informazione giornalistica nel mondo – con i nuovi attori globali rappresentati dai motori di informazione, di opinione e di intrattenimento e con l’informazione veicolata principalmente attraverso social network –, a cura di Sergio Vitelli (Asig), è stato il primo degli interventi, che si è chiuso con alcune ‘good news’ dall’estero, come le sinergie tra editori basate su nuovi concetti di collaborazione e di creatività nella produzione di diversi, efficaci, format di informazione, spesso anche personalizzata. Alcune ‘good news’ anche dall’Italia a partire dalla stabilizzazione del calo delle vendite e l’incremento della pubblicità digitale ha segnato un nuovo +4,5%, fino a iniziative editoriali originali quali Freeda, tutta informazione sul femminile e tutta online. 

Ma il quadro resta difficile. Da qui la necessità, espressa dal direttore generale di Fieg, Fabrizio Carotti, "di misure urgenti, tra le quali il finanziamento del credito d’imposta per la pubblicità incrementale per il 2019 e interventi sulle regole di pensionamento nel settore orientate al ricambio generazionale". Questi passi, sempre secondo Carotti, "sono tanto più inderogabili se consideriamo un indicatore, quello dei 40 milioni di lettori che ogni giorno hanno accesso, in un modo o nell’altro, a contenuti editoriali, segni di come i margini per seguire la transizione siano concreti. In un quadro internazionale che vede la concentrazione di impresa e la digitalizzazione sconvolgere le regole della concorrenza e le prospettive di guadagno, poi, a fare la differenza sarà, nelle parole del presidente di Asig, Gianni Paolucci, "la capacità di fronteggiare le difficoltà con creatività e immaginazione, anche mettendo in campo sinergie nuove".

Collaborazioni e iniziative comuni a tutti gli attori coinvolti, come il rinnovamento del ruolo delle edicole, accanto ad azioni unitarie sul riassetto produttivo del settore, sui benefici di un contratto nazionale poligrafico ‘di filiera’ e sulle evoluzioni della rappresentanza sindacale. Tutto questo tenendo ben presenti i pregi e i difetti della sempre più diffusa fruizione di notizie tramite smartphone o comunque a mezzo social, "piena di opportunità – secondo il presidente di Fcp, Massimo Martellini – ma anche caratterizzata da un tempo medio di attenzione dell’utenza pari a quattro secondi, che resta il limite maggiore".