Ecotassa, auto ferme (Ansa)
Ecotassa, auto ferme (Ansa)

Roma, 18 dicembre 2018 - Ennesimo dietrofront sull'ecotassa. Spuntano nuove soglie per il balzello che dovrebbe colpire le auto più inquinanti nel 2019 ed essere inserito nella manovra. Tarato sulle emissioni,  subisce ritocchi (almeno nei piani) di giorno in giorno. L'ultima novità la annuncia il sottosegretario ai Trasporti, Michele Dell'Orco, che su Twitter parla di "versione definitiva", sia per l'ecotassa, sia per l'ecosconto, ovvero l'incentivo previsto per auto elettriche e ibride. L'emendamento depositato in commissione Bilancio del Senato conferma: il 'malus' colpirà solo i modelli di lusso e alcuni Suv, quelli di cilindrata più alta. Anche gli incentivi per le vetture ecologiche vengono 'alleggeriti' e divisi in due scaglioni, con il superbonus solo in caso di rottamazione dell'usato. Ma la vera sorpresa è l'inserimento di un incentivo per chi acquista motorini 'green'. Le coperture per i 'bonus' arriverebbero, secondo quanto si legge nell'emendamento, dalla tassa introdotta sulle vetture più inquinanti. 

IL NUOVO SCENARIO - La soglia della tassazione passa quindi a 160 grammi di CO2 per chilometro, un valore che coinvolge solo un numero piuttosto esiguo di vetture.  A quanto si apprende, dovrebbe scattare dal 1 marzo 2019 e durare fino al 31 dicembre 2021. Salve non solo le utilitarie, come sbandierato nei giorni scorsi sia da Lega sia da Movimento 5 Stelle, ma pure numerosi modelli di medio-grande cilindrata. Compresi diversi Suv. E anche auto a diesel, ovviamente. Anzi, è proprio il tetto di emissioni di anidride carbonica a 'tutelare' i motori a gasolio. Avvantaggiati perché più efficienti degli altri propulsori. E questo per un motivo semplice: le emissioni di CO2 sono un dato direttamente proporzionale al consumo. E i diesel consumano di meno. Uno scenario differente rispetto a quello emerso ieri, quando quell'"almeno 20 punti" sopra la norma originaria (fissata in 110 grammi di CO2), in termini di emissioni, lasciava aperta la porta anche a modelli di cilindrata minore. Il chiarimento odierno delinea un'ecotassa con platea (e di conseguenza gettito) decisamente ridotti.

CHI PAGA E QUANTO - L'imposta sarà differente a seconda dei livelli di CO2 emessi. Nel dettaglio:

 - di 1.100 euro per l'acquisto di una nuova auto con emissione comprese tra 161 e 175 CO2 g/Km.

- di 1.600 euro per la fascia 176-200,

- di 2.000 euro tra 201 e 250

- di  2.500 euro oltre 250.

Secondo un elenco stilato da Quattroruote, nella prima fascia di veicoli rientrano anche i modelli Qubo, Doblò e la 500 L Cross della Fiat. Presenti nella lista anche veicoli Alfa Romeo, tra cui la Giulietta, e molto modelli Bmw, Jaguar e Ford.

BONUS - Resta il bonus, ovvero l’incentivo per le auto più virtuose. Come per il 'malus', dovrebbe partire il 1 marzo 2019 e restare in vigore fino al 31 dicembre 2021. Interesserà "chiunque acquisti e immatricoli in Italia un nuovo veicolo di categoria M1, ovvero destinato al trasporto di persone, con al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente". Tuttavia, il bonus si alleggerisce rispetto alla prima versione della norma: riguarderà solo l'elettrico e l'ibrido. Gli scaglioni diventano due, con incentivo massimo (6.000 euro) solo in caso di rottamazione. Fonti riferiscono che il bonus sarebbe limitato solo ad auto con prezzo fino a 54.900 euro (45.000 euro IVA esclusa).

- Da 0 a 20 g/km di emissioni di CO2: 6.000 euro se si rottama contemporaneamente un veicolo euro 0, 1, 2, 3, 4  (4 mila euro senza rottamazione)

- Con emissioni tra 21 e 70 grammi di CO2, gli incentivi passano a 4 mila euro (con rottamazione di un veicolo euro 0, 1, 2, 3, 4 ) e 1.500 senza

MOTORINI - Un emendamento dei relatori alla manovra fissa poi un contributo fino a 3000 euro per l'acquisto di un motorino elettrico o ibrido. L'incentivo, fino al 30%, è previsto per chi rottami una moto di cui è proprietario "da almeno 12 mesi" di cilindrata inferiore o superiore ai 50 cc per comprare un veicolo non inquinante della stessa categoria. Il bonus è in programma solo "nel caso in cui il veicolo consegnato per la rottamazione sia della categoria euro 0,1,2". La copertura prevista è di 10 milioni di euro per il 2019 per gli acquisti effettuati "in Italia". Funzionerà così: "Le imprese costruttrici o importatrici rimborsano al venditore il contributo e recuperano l'importo come credito d'imposta".

COLONNINE -  Previsto anche l'incentivo per le wallbox, ovvero le colonnine di ricarica privata da box: detraibili in 10 anni in quota del 50% per un massimo di 3.000 euro di spesa.