Bruno Villois Due tra le più autorevoli banche del mondo hanno fatto sobbalzare per un paio di giorni i listini Usa, mettendo in dubbio il futuro dei titoli tecnologici. La ragione sarebbe nella creazione di un vaccino anti Covid-19, che potrebbe rilanciare le produzioni tradizionali a scapito di quelle collegate ai...

Bruno

Villois

Due tra le più autorevoli banche del mondo hanno fatto sobbalzare per un paio di giorni i listini Usa, mettendo in dubbio il futuro dei titoli tecnologici. La ragione sarebbe nella creazione di un vaccino anti Covid-19, che potrebbe rilanciare le produzioni tradizionali a scapito di quelle collegate ai servizi digitalizzati. Un’ipotesi debole, ma che può avere alcune giustificazioni pratiche. La prima è che a dirlo sono due istituti di credito importanti per l’economia mondiale. La seconda riguarda l’abbandono degli uffici a favore di distaccamenti operativi presso il domicilio, e, ancora, la totale o parziale eliminazione di fiere, congressi, eventi da remoto. Tutte situazioni che hanno prodotto un crollo del commercio fisico e dei servizi, determinando una rivoluzione che obbliga a rivedere completamente molti business. Dopo la pubblicazione dei report i mercati finanziari, passati due giorni, hanno ripreso a premiare i titoli tecnologi, senza rilanciare quelli tradizionali. A pagarne di più le conseguenze sono stati i titoli coinvolti nella possibile realizzazione del vaccino, che però hanno avuto balzi negli ultimi mesi mai visti prima. Resta assai difficile ipotizzare un ritorno al passato, nel nobile tentativo di evitare una lunghissima catena di disastri economici per miriadi di attività. Molta vecchia economia contrasta con l’esigenza ambientale di ridurre gli spostamenti e puntare sempre più sullo smart woorking e sulla didattica da remoto. Il difficile sarà conciliare le esigenze delle attività commerciali o di servizi tradizionali con le problematiche dell’inquinamento.