Giovanni Tria, ministro dell'Economia (ImagoE)
Giovanni Tria, ministro dell'Economia (ImagoE)

Roma, 6 febbraio 2019 - Duro report del Fondo monetario internazionale sull'economia italiana e sulle misure del governo. Confermato il taglio delle stime del Pil, con l'annuncio che la crescita sarà debole, sotto l'1%, anche nei prossimi anni. L'istituto di Washington, in linea con il dato pubblicato nell'aggiornamento al World economic outlook dello scorso 21 gennaio, prevede un Pil al +0,6% per quest'anno e al +0,9% per il 2020. In calo le previsioni anche per il 2018 all'1% dall'1,2%. La crescita dell'economia italiana sarà moderata anche negli anni a venire: +0,7% nel 2021 e +0,6% sia nel 2022 che nel 2023. Nei prossimi anni il debito pubblico italiano dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile mentre il deficit è previsto in aumento. Secondo la stima dello Staff Report il rapporto debito/pil dovrebbe scendere al 130,9% (dal 131,4% del 2018) quest'anno e al 130,7% nel 2020, per poi risalire al 130,9% nel 2021, al 131% nel 2022 e al 131,1% nel 2023. "Il debito pubblico superiore al 130% del Pil, il secondo maggiore d'Europa, è una fonte perenne di vulnerabilità", avverte il Fmi. Sale il rapporto deficit/Pil, previsto al 2,1% quest'anno (dall'1,9% del 2018), al 2,9% nel 2020 per arrivare a toccare la 'fatidica' soglia del 3% nel 2021, 2022 e 2023.

Le debolezze strutturali dell'Italia sono alla base della perfomance economica del Belpaese, per il quale "i rischi sono significativi e sono al ribasso". In caso di un acuto stress dell'Italia - aggiunge l'Fmi - l'effetto contagio potrebbe essere globale e significativo. "Uno stress acuto in Italia potrebbe spingere i mercati globali in territori inesplorati".

Critiche anche nei confronti delle misure economiche prese dal governo Lega-M5S. Le regole per le pensioni anticipate in Italia (quota 100) sono state "allentate notevolmente. Questo potrebbe aumentare il numero dei pensionati, ridurre la partecipazione al mercato del lavoro e la crescita potenziale, e aumentare i già elevati costi pensionistici". L'istituto dice inoltre che il reddito di cittadinanza è un passo nella giusta direzione ma prevede benefit "molto alti", soprattutto "al Sud dove il costo della vita è più basso": questo fa sì che rischi di essere un "disincentivo al lavoro" o di creare "dipendenza dal welfare". Fmi sottolinea che anche se i benefit previsti hanno nel mirino i più poveri, il reddito penalizza le famiglie più numerose. La sua attuazione e i controlli sono "essenziali".

Il Fondo monetario suggerisce poi di tagliare il cuneo fiscale e tassare la prima casa. E' importante, prosegue il documento, anche "un allargamento della base fiscale, compresa una lotta all'evasione e all'elusione dell'Iva, evitando i condoni fiscali e razionalizzando la spesa fiscale".

Sempre in giornata doccia gelata da Bruxelles. La Commissione Ue si appresta a rivedere le stime di crescita dell'Italia per il 2019, con un drastico taglio della sua ultima previsione sul Pil di novembre (1,2%) e di quella inserita dal Governo in manovra (1%): secondo quanto appreso dall'Ansa, nelle previsioni economiche invernali che la Commissione Ue pubblicherà domani, il Pil 2019 dell'Italia dovrebbe essere rivisto a 0,2%. Un dato, precisano fonti europee, che tiene in considerazione anche gli effetti della manovra varata a dicembre.

Dati sul Pil 2019 anche dall'Upb (Ufficio parlamentare di bilancio), secondo il quale l'Italia crescerà dello 0,4%, frenata "dall'eredità statistica negativa indotta dalla flessione del semestre scorso". Nella Nota sulla congiuntura sottolinea che "l'anno parte con l'handicap" e che "l'Italia è ancora fanalino di coda dell'area euro". "Il deterioramento della crescita economica, divenuta negativa in termini congiunturali nel secondo semestre - spiega l'Upb - implica un trascinamento statistico negativo (-0,2 per cento) per l'anno in corso. Secondo i modelli di previsione di breve periodo l'attività risulterebbe ancora debole nel trimestre in corso, per il quale si stima una dinamica del Pil stagnante o debolmente negativa. La domanda aggregata riprenderebbe gradualmente vigore nei trimestri successivi, in misura più intensa a partire dall'estate, sostenuta dalle misure espansive previste nella manovra di bilancio". La crescita del Pil nel 2020 è stimata allo 0,8%, stima che non incorpora l'attivazione delle clausole Iva.

DI MAIO - Le previsioni fosche non convincono però Luigi Di Maio. "Abbiamo già smentito tante voci in soli sette mesi e nel corso del 2019 smentiremo anche il Fmi - dice il vicepremier su Facebook -. Chi ha affamato popoli per decenni, appoggiando politiche di austerità che non hanno ridotto il debito, ma hanno solo accentuato divari, non ha la credibilità per criticare una misura come il Reddito di cittadinanza, un progetto economico espansivo di equità sociale e un incentivo al lavoro"

TRIA - "Non c'è motivo per creare allarmismi. Son sicuro che, come è evidente dal summing up della discussione al consiglio di amministrazione del Fondo, che ne esprime la posizione ufficiale, ci sia apprezzamento per gli sforzi governativi e nessuna intenzione di destabilizzare i mercati", afferma il ministro dell'Economia, Giovanni Tria.