L'Ecobonus previsto dal decreto rilancio
L'Ecobonus previsto dal decreto rilancio

Roma, 31 maggio 2020 - "Cinque interventi chiave per riqualificare energeticamente la propria abitazione sono il cappotto termico, la sostituzione della caldaia, la sostituzione degli infissi, l’installazione di pannelli fotovoltaici e quella di infrastrutture per la ricarica di auto elettriche". A parlarne è Emanuele Ranieri di Enel X, responsabile di Vivi meglio, il programma dedicato a migliorare l'efficienza degli edifici. Per fare le cose per bene è essenziale avere un progetto complessivo, che consenta ad esempio di evitare di sovradimensionare la caldaia dopo che il cappotto termico ha ridotto sensibilmente la domanda di riscaldamento.

Ecobonus, come funziona: ecco la guida

"Per fare un salto di almeno due classi energetiche – osserva Ranieri – l’installazione del cappotto termico è l’elemento differenziante perchè riduce drasticamente il fabbisogno energetico dell’edificio. Tendenzialmente, a meno che non ci siano impedimenti tecnici, è sempre preferibile coibentare l’intero edificio. In questo modo si riducono a nulla le dispersioni e si ha un impatto molto positivo anche sulla domanda di raffrescamento estivo. Consideriamo che un cappotto ben fatto può ridurre il fabbisogno energetico anche del 60-70%". Importanti sono i materiali, ma ancora più importante è la qualità del progetto e il livello qualitativo della manodopera, che deve essere qualificata. "La qualità dell’impresa – osserva Ranieri – è l’elemento fondamentale perchè la resa sia pari all’investimento".

Secondo intervento suggerito, la sostituzione della caldaia, centralizzata o meno che sia. "Come sempre – osserva Ranieri – le caldaie centralizzate sono da preferire a quelle autonome in termini di efficienza. Ma comunque, autonomo o centralizzato, è opportuna una sostituzione dell’impianto esistente con una caldaia a condensazione, almeno classe A, o con una pompa di calore, che riesce a dare anche un rendimento superiore". Abbinata al cappotto la caldaia può aggiungere un altro 10-15%.

Terzo intervento è quello della sostituzione degli infissi. "Se gli infissi sono tradizionali, l’impatto è significativo. Se gli infissi sono stati sostituiti e sono già a bassa dispersione l’impatto non è molto significativo, ma è compreso nell’incentivo, e quindi comunque conviene. Da sottolineare che cappotto più infissi a bassa dispersione incidono significativamente anche sull’impatto acustico, fattore che migliora molto la qualità dell’abitare".

Quarto intervento è quello dell’installazione di pannelli fotovoltaici con sistemi di accumulo. "I pannelli fotovoltaici, specie se abbinati a un sistema di accumulo – osserva Ranieri – consentono di coprire l’intero consumo elettrico delle aree comuni: e quindi illuminazione delle scale, ascensore, illuminazione esterna, cancello automatico". Per un condominio di 4-5 piani possono bastare impianti da 15-20 kW, che al pari degli altri interventi sono incentivati al 110%. E qualora vi sia sovrapproduzione elettrica, può essere ceduta al mercato.

Quinto e ultimo intervento, l’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. "Rilevante – sottolinea infatti Ranieri – è anche la possibilità di installare in maniera sovvenzionata al 110% infrastrutture di ricarica, sia in spazi comuni che nel garage dei singoli condomini". A questi interventi si possono poi abbinare quelli per la messa in sicurezza statica contro i terremoti: interventi letteralmente salvavita.