Sabato 13 Luglio 2024
GIORGIO COSTA
Economia

Dubbi di Arera sul mercato libero: "I prezzi dell’energia sono più alti"

Relazione annuale, il presidente Besseghini fa il confronto con il regime tutelato. "In Italia gas troppo caro"

Dubbi di Arera sul mercato libero: "I prezzi dell’energia sono più alti"

Dubbi di Arera sul mercato libero: "I prezzi dell’energia sono più alti"

Il mercato libero dell’energia non gode dei vantaggi della concorrenza. Le offerte per luce e gas "appaiono poco attraenti rispetto ai diversi servizi regolati", perché "hanno prezzi normalmente più alti" rispetto al regime tutelato. Insomma, le bollette così sono più care. A spiegarlo è Stefano Besseghini, presidente dell’Arera, nel corso della presentazione della Relazione annuale dell’Authority al governo e al Parlamento. E dire che al primo luglio la quota degli utenti domestici nel mercato libero risulta pari al 76,5%. "Il risultato delle aste ha determinato un vantaggio per il consumatore che è transitato nel servizio a tutele graduali di circa 113 euro all’anno a parità di tutti gli altri costi", prosegue Besseghini.

Poi, il presidente di Arera ha snocciolato i dati inerenti alla volata dei bonus sociali energetici nel 2023, anno in cui sono stati riconosciuti oltre 7,5 milioni di voucher alle famiglie in disagio economico e fisico (4,6 milioni di bonus elettrici e 3 milioni per quello gas), per un importo complessivo poco sopra i 2,1 miliardi. E questo per effetto dell’innalzamento a 15mila euro della soglia Isee di accesso all’agevolazione, allargamento conclusosi a fine 2023. Ma gli oneri di sistema sono ancora troppo elevati e si potrebbe pensare a un intervento della fiscalità generale sul punto e alla revisione della bolletta elettrica in maniera da renderla più intelligibile agli utenti.

Intanto, nel 2023 i mercati del gas naturale hanno mostrato segnali di riequilibrio dei prezzi dopo un periodo di shock per la crisi energetica in Europa. Anche se il prezzo al Psv (Punto di scambio virtuale) in Italia si mantiene superiore a tutti gli altri, a 42,9 euro/MWh con un differenziale rispetto al Ttf di 2,4 euro/MWh.

L’Autorità spiega che i prezzi spot del gas hanno registrato un notevole calo dovuto principalmente a due inverni miti consecutivi, ma la "nuova normalità li fa rimanere superiori alle medie storiche". Sul fronte del gas, poi, ha osservato il numero uno dell’Arera, "va scongiurato il rischio di un lungo periodo di mancato funzionamento per l’impianto di Piombino per il suo trasferimento", mentre quello di Ravenna "sembra rispettare i tempi di entrata in esercizio ma con un rimarchevole incremento dei costi" e servirà "un ulteriore sforzo di pubblico per consentire la collocazione a prezzi competitivi". Tornando al tema dei bonus e dei costi della bolletta, il presidente dell’Autorità ha osservato la difficoltà di intervenire a favore di quei consumatori che non sono da considerarsi poveri in senso stretto ma che si misurano con una compressione della propria capacità di spesa in presenza di costi straordinari dell’energia. Ed è poi sottolineata la necessità di valutare "una significativa copertura degli oneri di sistema per il tramite della fiscalità generale".

Anche perché i numeri parlano chiaro: negli ultimi 13 anni nelle bollette degli italiani ci sono 162 miliardi di esborso per oneri di sistema, dei quali circa 142 a copertura degli incentivi per le rinnovabili che, pur andando incontro nei prossimi 5 anni a una significativa riduzione, determineranno ancora "un costo rilevante".