Mario Draghi (Lapresse)
Mario Draghi (Lapresse)

New York, 18 aprile 2015  - "La situazione economica e l'outlook di breve termine nell'Area euro sono attualmente più luminosi di quanto non lo siano stati per diversi anni". Lo afferma Mario Draghi, governatore della Banca centrale europea, nel suo discorso depositato all'International Monetary and Financial Committee (Imfc), il braccio operativo del Fondo monetario internazionale. 

Secondo Draghi ci sono vari fattori che portano a credere che la "ripresa debole e squilibrata vissuta fino ad ora guadagnerà forza e ampiezza": la determinazione della Bce nel raggiungere il suo mandato sulla stabilità dei prezzi, il rafforzamento del settore finanziario, le politiche macroeconomiche accomodanti, le politiche fiscali solide e la determinazione da parte dei governi dell'Area euro a perseguire riforme strutturali. Questi fattori "dovrebbero permettere all'Area euro di imbarcarsi su una rotta di crescita sostenibile in un contesto di stabilità dei prezzi". 

Draghi sostiene che "la ripresa in corso, iniziata quasi due anni fa, sta prendendo piede più fermamente". Essa "si rafforzerà gradualmente" ma "continuerà ad essere rallentata da aggiustamenti di bilancio necessari in un numero di settori e dal passo lento con cui le riforme strutturali vengono implementate". 

E i rischi legati all'outlook di crescita dell'Eurozona, pur continuando ad essere al ribasso, "sono diventati più bilanciati grazie alle recenti decisioni di politica monetaria (il 9 marzo ha lanciato un piano di acquisto bond da 60 miliardi di euro al mese che andrà avanti fino almeno al settembre 2016, ndr), al calo dei prezzi del greggio e a un più basso tasso di cambio dell'euro". Infatti gli acquisti di titoli pubblici da parte della Bce, 'quantitative easing', andranno avanti fino a "settembre 2016 e in ogni caso continueranno fino a che il consiglio non vedrà un sostenuto aggiustamento dell'inflazione in linea con il nostro obiettivo di un tasso vicino al 2% nel medio termine".

I Paesi membri dell'Area euro devono tuttavia fare la loro parte, sostiene Draghi. "Molte nazioni stanno ancora facendo i conti con sfide significative sul consolidamento per ridurre l'alto debito e per garantire sostenibilità fiscale". Condividendo quanto sostenuto dal Fondo monetario internazionale nel suo Fiscal Monitor, ossia che i periodi economicamente buoni prima della crisi non sono stati usati abbastanza dalle economie avanzate per costruire sufficienti cuscinetti fiscali, Draghi dice che ora "i Paesi dell'Area euro devono fare progressi sufficienti verso obiettivi di bilancio di medio termine". 

Oltre alle politiche fiscali, per Draghi è importante continuare a implementare le riforme strutturali, che "non sono semplicemente nell'interesse dei singoli Paesi ma sono anche la chiave per rafforzare la resistenza e garantire il funzionamento senza intoppi dell'Unione economica e monetaria e per sostenere la crescita a livello globale".