I numeri della previdenza
I numeri della previdenza
Le strade che condurranno alla pensione anticipata nel 2022 si sono ristrette rispetto all’anno in corso, ma non si sono annullate. E così si potrà ugualmente uscire prima della pensione di vecchiaia standard a 67 anni e prima di quella basata solo sui contributi a 42-43 anni, ma ci vorranno almeno 60 anni con Opzione donna, 63 anni con l’Ape sociale e 64 con la nuova Quota 102. Fermo restando che rimarranno aperti anche i canali di uscita per coloro che svolgono lavori usuranti e lavori notturni. Con l’aggiunta di ulteriori deroghe per i lavoratori delle piccole e medie imprese e per coloro che potranno agganciare un cosiddetto contratto di espansione nelle imprese con più di 50 addetti. Ho 64 anni, posso usare quota 102? Sì. Solo chi raggiunge entro il 31...

Le strade che condurranno alla pensione anticipata nel 2022 si sono ristrette rispetto all’anno in corso, ma non si sono annullate. E così si potrà ugualmente uscire prima della pensione di vecchiaia standard a 67 anni e prima di quella basata solo sui contributi a 42-43 anni, ma ci vorranno almeno 60 anni con Opzione donna, 63 anni con l’Ape sociale e 64 con la nuova Quota 102. Fermo restando che rimarranno aperti anche i canali di uscita per coloro che svolgono lavori usuranti e lavori notturni. Con l’aggiunta di ulteriori deroghe per i lavoratori delle piccole e medie imprese e per coloro che potranno agganciare un cosiddetto contratto di espansione nelle imprese con più di 50 addetti.

Ho 64 anni, posso usare quota 102?

Sì. Solo chi raggiunge entro il 31 dicembre 62 anni e 38 di contributi potrà sfruttare Quota 100. Dal primo gennaio, serviranno 64 anni di età e 38 di contributi per andare in pensione nel corso del 2022. Per gli anni successivi la partita è tutta da giocare. In linea di massima con i requisiti aggiornati e aumentati per l’età potranno andare via coloro che sono nati nel 1958 o negli anni precedenti e che non abbiano raggiunto i 38 anni di contributi nel 2021.

Se faccio un lavoro gravoso quando posso uscire?

Bastano 63 anni di età e 36 di versamenti per sfruttare, nel 2022, l’uscita con l’Ape sociale, prorogata di un altro anno. Inoltre, sono state aggiunte altre otto categorie di lavori gravosi, oltre le 15 previste. Potranno così uscire dal lavoro con 63 anni d’età e 36 di versamenti, tra gli altri, gli insegnanti della scuola materna (maestre e maestri), portantini, giardinieri, i lavoratori delle pulizie, i conduttori di veicoli, macchinari mobili e di sollevamento. E la stessa opportunità potrà continuare ad essere utilizzata da operai dell’industria estrattiva, agricoli, pescatori, lavoratori del settore siderurgico, conduttori di mezzi pesanti e tutti gli altri lavoratori già previsti dall’elenco originario delle mansioni gravosi.

Sono invalido civile, quanto mi manca per la pensione?

Sempre con l’anticipo sociale, ma con almeno 30 anni di contributi, potranno ugualmente guadagnare l’uscita anche coloro che abbiano un’invalidità civile superiore o uguale al 74%, i "caregiver" che assistono in familiari in particolari situazione di difficoltà e i lavoratori disoccupati che abbiano di fatto esaurito la Naspi.

Quali donne possono lasciare il lavoro nel 2022?

Opzione donna è stata prorogata ma permetterà l’anticipo alle lavoratrici che, al 31 dicembre del 2021, avranno compiuto 60 anni d’età (61 se "autonome") maturandone 35 di contributi. Un requisito anagrafico più elevato di quello attuale (58 anni, 59 anni per il lavoro autonomo). Resta fermo che dovranno accettare il calcolo interamente contributivo dell’assegno: con un taglio di circa il 25-30% dell’importo.

Che agevolazioni per chi lavora in una pmi in crisi?

All’ultimo momento è stato introdotto anche uno strumento nuovo che permetterà ai lavoratori delle piccole e medie imprese in crisi di utilizzare pensionamenti anticipati con 62 anni d’età grazie a un apposito Fondo con una dote di 200 milioni l’anno per il prossimo triennio. Fondo che sarà "regolato" da un decreto del ministro dello Sviluppo economico, condiviso con quelli dell’Economia e del Lavoro, da varare entro febbraio del prossimo anno. Lavori usuranti e notturni, via libera a 61 anni

Quando può uscire chi lavora di notte?

Resta sempre aperta anche la via anticipata per coloro che svolgono lavori usuranti e notturni per almeno 78 giorni l’anno: potranno andare via con 61 anni e 7 mesi d’età e 35 di contributi. Fermi anche i requisiti per chi svolge lavoro notturno da 64 a 71 giorni l’anno: 63 anni e 7 mesi d’età e 35 di contribuzione, mentre per quelli con attività lavorativa notturna per un periodo compreso tra 72 e 78 giorni l’anno sono 62 anni e 7 mesi d’età e 35 di contributi.