Le aziende associate a Univendita hanno superato 1,662 miliardi di fatturato nel 2018

Vendite a domicilio: un settore ricco di opportunità lavorative. Se nell’anno appena concluso – così come nel 2018 – il comparto ha visto numeri positivi e un trend di crescita, per il 2020 ci sono oltre 23mila opportunità di lavoro che attendono i cittadini in tutta Italia.

A renderlo noto è Univendita, la maggiore associazione di categoria, le cui imprese associate ricercano collaboratrici e collaboratori da inserire come venditori di prodotti e servizi nei rami più diversi: dai cosmetici ai generi alimentari, dai beni durevoli e di consumo per la casa agli elettrodomestici, fino ai viaggi e tante altre promozioni. Un network forte e proiettato al futuro, pronto a investire su nuova forza lavoro in grado di intercettare le occasioni nel breve termine.

«Diventare venditore a domicilio, e scegliere di farlo entrando in un’azienda che fa parte di Univendita, significa inserirsi in un settore solido, dinamico e in grado, soprattutto, di mettere al centro le persone – commenta il presidente di Univendita, Ciro Sinatra –. È una professione meritocratica, nella quale vengono valorizzati i rapporti umani e in cui tutti possono trovare percorsi di carriera in linea con le proprie esigenze e motivazioni».

«C’è chi, come i giovani, desidera raccogliere una prima esperienza lavorativa e garantirsi un guadagno extra – continua Sinatra –. O chi ricerca flessibilità nell’organizzare il proprio lavoro con gli impegni familiari: in particolare le donne. C’è chi, infine, vuole rimettersi in gioco dopo un’esperienza lavorativa che si è chiusa: le opportunità sono per tutti, con o senza esperienza. E non poniamo barriere legate a età, titolo di studio o curriculum vitae: la formazione qualificata e gratuita offerta dalle nostre aziende permette di diventare consulenti esperti nel proprio ambito di riferimento, in grado di proporre alla clientela prodotti e servizi personalizzati».

Nel 2018 le aziende associate a Univendita hanno raggiunto un fatturato di 1,662 miliardi di euro (con un incremento dello 0,2% rispetto al 2017) e superato quota 159mila venditori. Numeri forti, in attesa dei dati sui dodici mesi da poco passati.

«È il nono anno consecutivo che chiuso con il segno positivo, per un settore che si consolida sempre più grazie alla crescente fiducia da parte del consumatore – dichiara ancora il numero uno di Univendita –. In uno scenario di rallentamento economico, che vede le famiglie italiane impoverirsi (Federconsumatori, a esempio, rileva che dal 2013 al 2018 il reddito medio è aumentato solo del 4,4% a fronte di un aumento del costo della spesa del 6,4%), la vendita a domicilio prosegue il suo trend di crescita, grazie a un’esperienza d’acquisto che si fonda sul fattore umano, su quella relazione diretta che genera fiducia nel consumatore».

Nel dettaglio, il comparto Alimentari e beni di consumo ha registrato una crescita dello 0,7% e rappresenta il 18,4% del totale del fatturato delle aziende associate di Univendita. Il settore Beni durevoli casa, invece, pari al 59,3% del mercato, è aumentato dello 0,1%. Molto dinamico si è dimostrato anche il comparto Altri beni e servizi, che rappresenta il 4,8% del mercato e che ha messo a segno una crescita dell’1,3%. Cosmesi e cura del corpo, pari al 17,5% del fatturato totale, ha registrato una lieve flessione dello 0,2%. Segno più, come detto, anche per l’occupazione: nel 2018 i venditori a domicilio hanno superato quota 159mila (+1,1% rispetto al 2017). Se il 37% delle figure sono ‘millennial’ con meno di 35 anni, il 92,5% è rappresentato da donne.

«La vendita a domicilio – fa notare Sinatra – si dimostra attrattiva per chi vuole puntare su autonomia e flessibilità. La possibilità del part-time è apprezzata da chi ha necessità di conciliare lavoro e impegni familiari, mentre due categorie ai margini del mercato del lavoro, cioè i giovani senza esperienza e gli over 50, trovano modo di mettersi, o ri-mettersi, in gioco».

Un recente sondaggio condotto dall’associazione, su un campione rappresentativo di incaricati delle imprese associate, ha fatto emergere come si tratti di un lavoro davvero solido (il 59,2% degli intervistati dichiara di svolgerlo da più di sei anni) e, cosa non da poco, gratificante: il 91% degli incaricati si dichiara infatti soddisfatto della propria scelta professionale. Fiducia e competenza, dunque, per un comparto pronto ad affrontare il 2020 con energia e voglia di migliorarsi ancora.