Gabriele Silvagni, 65 anni, presidente e amministratore delegato di Dmo Spa
Gabriele Silvagni, 65 anni, presidente e amministratore delegato di Dmo Spa

di Sara Servadei

Cinquant’anni di esperienza, una passione evoluta nel tempo e diventata oggi un’azienda di successo. Dmo Spa a Russi, in provincia di Ravenna, si occupa di vendita e noleggio di macchine movimento terra. Ha chiuso il 2019 con un fatturato di 47 milioni ed è tra le prime aziende private del settore in Italia. Dietro ai numeri c’è l’esperienza di Gabriele Silvagni, 65 anni, presidente e amministratore delegato di Dmo Spa.

Silvagni, da dove è partito il suo percorso professionale?

"Sono nato nella terra dei motori e ho sempre avuto una grande passione per la meccanizzazione agricola e il movimento terra. A 16 anni ho cominciato a lavorare in un’azienda di Ravenna che vendeva macchine movimento terra ma è a 20 anni, appena patentato, che ho seguito la mia vera indole: la vocazione alla vendita".

Le piace ancora questo lavoro?

"Moltissimo. La passione ha guidato tutto la mia carriera, quell’immutata voglia di dimostrare giorno dopo giorno di credere in quello che faccio. Sono cresciuto professionalmente 38 anni nella stessa azienda e poi, invece che pensare alla pensione, ho deciso di intraprendere questa nuova grande avventura".

E qui arriviamo a Dmo. Quando l’ha aperta?

"Sentivo che non era ancora il momento di fermarmi e, con l’appoggio della mia famiglia, 10 anni fa è nata quella che è oggi una realtà commerciale consolidata sul territorio. Siamo distributori dei marchi Bobcat e Doosan per il Nord Est Italia e abbiamo filiali a Padova, Verona, Udine, Bologna e Milano".

È soddisfatto?

"Molto. Negli ultimi 5 anni abbiamo avuto una crescita media del +20% rafforzando anno dopo anno anche la squadra".

Quanti dipendenti ha?

"Circa 50 ma abbiamo un indotto di circa 100 persone. Alla mia età è stimolante passare l’esperienza maturata alle nuove generazioni e sono fiero di avere una squadra di giovani al mio fianco".

Come è cambiato il lavoro nel corso del tempo?

"Per rispondere a quello che questo nuovo mondo richiede ci vuole versatilità, flessibilità e dinamismo, è cambiata radicalmente la velocità di comunicazione e anche il prodotto. Oggi, per esempio, le macchine si monitorano anche a distanza".

Qual è la prima cosa che i clienti chiedono?

"Un prodotto affidabile e un buon prezzo, ma la chiave del successo con i clienti resta il servizio: continuiamo a lavorare sicuri che la qualità sia un driver per la crescita".

L’impiego delle macchine è vasto. Quali settori si rivolgono maggiormente a voi?

"Dmo in questi anni ha diversificato moltissimo. Spaziamo dall’industriale, al portuale, alla logistica, ma lavoriamo anche con biomasse e agroalimentare: abbiamo una gamma prodotto completa e possiamo servire moltissimi settori".

Come ha cambiato le cose il Covid?

"È un evento che credo abbia provato tutti, ci siamo adoperati per la sicurezza dei nostri ragazzi in azienda e per fortuna non abbiamo avuto casi. In termini economici avevamo rivisto completamente le nostre previsioni di crescita, ma con la riapertura del 4 maggio siamo ripartiti molto bene e oggi stiamo recuperando anche in termini di numeri. Conto di chiudere l’anno positivamente".