Nel tondo a sinistra Domenico Laporta, ad del Gruppo Admenta
Nel tondo a sinistra Domenico Laporta, ad del Gruppo Admenta

La Fase 2 è anche il tempo della gratitudine. Nei confronti di coloro che, combattendo il virus negli ambulatori e negli ospedali, hanno permesso di avviarci a una nuova normalità. Ma medici e infermieri non sono gli unici angeli del Covid-19 in camice bianco. I farmacisti, per esempio, non hanno mai interrotto la propria attività, continuando a garantire un servizio prioritario di salute e prevenzione per i cittadini sul territorio. In prima linea, senza mollare mai la presa, guardando al tempo stesso al futuro di una professione e di un settore in rapida evoluzione, dove sfide come consegna a domicilio, integrazione dei servizi e digitalizzazione non sono più rinviabili.

Sfide accettate da LloydsFarmacia, il brand che accomuna oltre 260 fra farmacie e parafarmacie e fa riferimento al Gruppo Admenta, la holding italiana della società McKesson Europe, leader europeo della distribuzione farmaceutica. Attivo da oltre 20 anni nel Centro-Nord Italia, dà lavoro a oltre 1.300 tra farmacisti, operatori di magazzino e personale degli uffici. Dalla pandemia l’ad del Gruppo Admenta, Domenico Laporta, vede emergere alcune certezze e nuove sfide. "Le grandi crisi portano a galla importanti verità – spiega – L’emergenza Coronavirus non fa eccezione. Ha reso evidente la necessità imprescindibile, per il sistema-Paese, di investire in prevenzione, salute, servizi alla persona sul territorio e innovazione.

Cosa significa innovare in farmacia?

"Significa puntare su digitalizzazione e servizi come, fra l’altro, le app gratuite, dedicate a prevenzione, aderenza terapeutica e, in prospettiva, a una prima assistenza domiciliare. Credo che il cammino verso una maggiore digitalizzazione e gestione innovativa dei dati, nonché semplificazione dei processi e dei percorsi in sanità, sia inarrestabile. Parliamo di priorità vitali. Il nostro sistema sanitario continua a essere uno dei migliori del mondo e ne ha dato prova. Necessita però di un’attenzione rinnovata, più risorse per apparecchiature, strutture, ricerca. Non sarà più possibile abbassare la guardia su queste esigenze e su alcune pericolose fragilità".

Fra l’emergere della pandemia e la Fase 2, quali sono le problematiche maggiori che avete affrontato in farmacia e come Gruppo?

"Tutte le farmacie hanno dimostrato il loro ruolo indiscutibile di presidio sanitario sul territorio. Fra le prime preoccupazioni vi è stata quella di garantire la totale sicurezza dei nostri farmacisti e dei clienti. In parallelo, ci siamo dedicati al rafforzamento di servizi che avevamo già in atto, anche gratuiti, come la consegna a domicilio, in coordinamento con le istituzioni e in collaborazione con i nostri partner. I servizi di prossimità, insieme alla capillarità della rete dei servizi per la salute, sono certamente una delle sfide da cogliere, oggi e per il futuro. Solo così è pensabile affrontare temi quali valorizzazione della spesa farmaceutica, prevenzione, cronicità e aderenza alla terapia, cruciali nell’assistere una società che invecchia. Crediamo che sia fondamentale un dialogo con le istituzioni e un lavoro di squadra, perché la rete delle farmacie possa operare al meglio, in piena integrazione, come porta d’accesso del sistema sanitario nazionale".

La pandemia ha spinto sull’uso delle nuove tecnologie?

"Sì, in un modo che nessuno avrebbe mai immaginato. Un esempio: il volume di richieste della nostra Lloyds App con consegna a domicilio è più che decuplicato. Questo servizio ha permesso a molti pazienti, durante le fasi più critiche, di non interrompere le terapie. Ritengo che questa nuova abitudine, già molto diffusa per altri settori, si consoliderà ancora nel tempo".

Un altro esempio?

"La formazione attraverso piattaforme virtuali, che ci hanno permesso di non arrestare i nostri progetti durante la fase di lockdown. In generale possiamo dire che Covid-19 ha impresso una notevole accelerazione a trend che erano già in atto. Si tratta di un percorso necessario, che va di pari passo e si integra con il rapporto di fiducia con il farmacista e con la sua consulenza, che resta indispensabile".

Quali sono le opportunità per un giovane che si affaccia alla professione?

"I giovani farmacisti sono il nostro sguardo al futuro. La nostra professione, storicamente ancorata a un passaggio padre-figlio, oggi si evolve anche grazie a un brand come il nostro che punta sui giovani e, con farmacie mediamente grandi, assicura un tasso di occupazione molto alto".