Luigi Di Maio (LaPresse)
Luigi Di Maio (LaPresse)

Vicenza, 9 febbraio 2019 - Lega e Movimento 5 Stelle all'attacco di Bankitalia. L'occasione per lanciare un siluro ai vertici di via Nazionale è l'assemblea dei risparmiatori dell'associazione 'Noi che credevamo alla BpVi', la Banca Popolare di Vicenza. Inizia Di Maio che dichiara di volere "discontinuità". Per essere ancora più chiari: "Non possiamo confermare le stesse persone che sono state nel direttorio di Bankitalia nel periodo in cui è successo tutto questo per cui è qui questa gente". Nel mirino, ovviamente, anche il governatore Ignazio Visco. Bankitalia, va ricordato, in questi mesi non ha risparmiato attacchi al governo e alla sua politica economica. All'assemblea è presente anche Matteo Salvini che si allinea al collega pentastellato: "Oggi siamo qua perché chi doveva chi doveva controllare non ha controllato, Bankitalia e Consob dovrebbero essere azzerati".

E aggiunge: "Venendo qua leggevo che c'è il governo che sta mettendo le mani su chi governa le banche. Stiamo facendo l'esatto contrario". Quindi conclude: "Se noi siamo qua, se voi siete qua col conto corrente in rosso, è perché chi doveva controllare non ha controllato".

L'INTERVENTO DI DI MAIO - "Dovremo fare in modo" che quanto è accaduto con le banche venete non accada più e per questo "dovremo modificare un pò di cose nel sistema bancario, per dividere tra banche commerciali e banche di speculazione", spiega Di Maio. 

E ancora: "Questo mese faremo partire la commissione di inchiesta sulle banche e Gianluigi Paragone sarà il presidente". Il vicepremier ha le idee chiare: "Li convochiamo tutti e iniziamo a farli cantare perché i conflitti di interesse nelle banche hanno spolpato i risparmiatori".

"Arrivano i soldi"

"Noi abbiamo messo in legge di bilancio a dicembre i soldi, siamo al 9 febbraio e questa è la settimana in cui escono i decreti e si erogano i soldi", assicura poi il leader dei 5 Stelle. 

ATTACCHI ALLA UE - Nel mirino finisce anche l'Unione europea. "Ogni volta che affrontiamo temi sui risarcimento ci arriva una letterina dall'Europa in cui dicono che si preferiscono le regole che favoriscono sempre i più forti", spiega il vicepremier. "Queste letterine arrivano ma ce ne ne freghiamo altamente", aggiunge. "Ancora pochi mesi poi questa Europa sarà finita e queste lettere non arriveranno più", conclude alludendo alle prossime elezioni europee. 

APPLAUSI E FISCHI - Tanti applausi, ma anche qualche fischio, di rabbia, soprattutto di chi non è riuscito ad entrare in sala, all'assemblea di Vicenza. "Non è stato fatto abbastanza", e ancora "i decreti attuativi dovete fare! e in fretta", "parlate poco e fate di più". Le urla sono partite da gruppi di poche persone, confuse nelle 'ali' di gente che attendeva all'esterno del palazzetto i due ministri. Da segnalare anche un paio di cartelli che contestavano Lega e M5S, issato da ex risparmiatori che non si riconoscono nel coordinamento dei comitati che ha organizzato l'evento.