di Elena Comelli Leonardo Del Vecchio (nella foto) ce l’ha fatta. Il via libera della Bce all’acquisizione del 20% di Mediobanca è arrivato ieri, con la scadenza del termine dei 60 giorni lavorativi dalla richiesta, secondo la formula del silenzio-assenso. Un risultato che la Borsa sottolinea con un rialzo di Mediobanca del...

di Elena Comelli

Leonardo Del Vecchio (nella foto) ce l’ha fatta. Il via libera della Bce all’acquisizione del 20% di Mediobanca è arrivato ieri, con la scadenza del termine dei 60 giorni lavorativi dalla richiesta, secondo la formula del silenzio-assenso. Un risultato che la Borsa sottolinea con un rialzo di Mediobanca del 3,54% a 7,5 euro. Il patron di Luxottica, 86 anni, tra gli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio personale di circa 24 miliardi di euro, attraverso la sua holding lussemburghese Delfin si prepara così a crescere nell’azionariato di Mediobanca. Secondo le indiscrezioni circolate in attesa del via libera, Del Vecchio potrebbe innanzitutto salire fino al 13-14%, superando così il peso del "patto di consultazione" — un accordo tra i soci storici, non vincolante per le scelte di voto — che pesa oggi per il 12,6%. In questo modo rafforzerà il ruolo di primo socio, che ha conquistato a sorpresa tra settembre e novembre del 2019, quando si è portato in due passaggi fino al 9,9%.

Del Vecchio criticò allora la strategia del management di Mediobanca, a suo dire troppo dipendente dagli utili derivanti dalla quota del 13% in Generali (di cui Del Vecchio è importante azionista con il 5% circa) e meno dall’attività tradizionale di investment banking. Alla pubblicazione del nuovo piano industriale, però, ha espresso il suo appoggio alla strategia di Alberto Nagel. Anche le critiche sul peso ridotto nell’investment banking sono state respinte con i fatti dal management di Mediobanca, che è attualmente advisor nei maggiori deal dell’anno in Italia: la fusione tra Fca e Psa, l’Ops di Intesa Sanpaolo su Ubi e ora il dossier Montepaschi.