Con il Def, il governo prova a ridare ossigeno all'economia italiana
Con il Def, il governo prova a ridare ossigeno all'economia italiana

Roma, 23 aprile 2020 – Cominciano a trapelare le prime anticipazioni sul Documento di economia e finanza a cui il governo sta lavorando intensamente in queste ore. I numeri che ci arrivano dal Def delineano la catastrofe economica che l’Italia sta attraversando a causa della crisi provocata dal Coronavirus.

Coronavirus Italia, il bollettino del 23 aprile

Nel 2020 il Pil si attesterà a -8% e al +4,7% nel 2021 mentre il deficit arriverà al 10,4% "tenuto conto dell'impatto finanziario del Decreto con le misure urgenti di rilancio economico", e al "5,7 per cento" nel 2021. È quanto si legge in una prima bozza del Def. "Lo stock del debito pubblico è previsto pari al 155,7 per cento del Pil a fine 2020 e al 152,7 per cento a fine 2021".

Per fronteggiare  questa crisi drammatica, il governo metterà in atto un decreto di 55 miliardi – a tanto è quantificato lo scostamento di bilancio - a cui vanno aggiunti i 30 miliardi per le garanzie statali sui prestiti alle imprese.

Moody's

Secondo le previsioni di Moody's gli ampi pacchetti di bilancio per far fronte all'emergenza e le deboli entrate fiscali faranno probabilmente salire il deficit dell'Italia all'8-10% quest'anno con un debito pubblico di almeno il 150%. L'agenzia prevede anche una "severa contrazione" dell'economia italiana "nella prima metà del 2020, seguita da una ripresa nel terzo trimestre con un forte rimbalzo nel 2021".

Imprese

Tra le priorità del decreto Aprile, su cui viene aggiornato nel Def lo scostamento dal deficit, ci sono dieci miliardi da destinare alle imprese - la platea dovrebbe essere quella delle piccole Srl sotto i dieci dipendenti - e 13 miliardi per gli ammortizzatori.  Nel provvedimento si dovrebbero destinare ulteriori 12 miliardi per anticipare alle imprese creditrici i pagamenti della Pa.

Clausole salvaguardia

Altra misura importante che dovrebbe essere ufficializzate nel Def: via le clausole di salvaguardia sull'Iva dal 2021. L'idea è quella di assorbire e quindi annullare una volta per tutte la clausola, anche per dare un segnale - spiegano fonti dei diversi partiti della maggioranza - di stabilità dei conti pubblici rispetto ai mercati finanziari.

Cdm

Su questi numeri è in corso un confronto tra il premier Giuseppe Conte, il ministro Roberto Gualtieri e i capi delegazione delle forze di maggioranza. La riunione del Consiglio dei ministri per il varo del Documento di economia e finanza è prevista domani alle 10.